L’Era degli Stupidi ha dimostrato che non siamo stupidi

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17060_1248524864869_1581870129_618590_1369461_nWWF e Greenpeace hanno presentato ieri a Bari il film “The Age of Stupid”. La proiezione gratuita, preceduta da distribuzione di materiale informativo e seguita da un dibattito, si è tenuta ieri sera presso la Sala Murat di Piazza Ferrarese, uno dei punti nevralgici della città. 

Il documentario della regista britannica Franny Armstrong, è stato selezionato per fare il giro del mondo quale nuovo film ‘manifesto’ sui cambiamenti climatici per il suo messaggio coinvolgente in relazione al Summit sul clima di Copenhagen che si è svolto dal 7 al 18 Dicembre 2009. The Age of Stupid è una produzione collettiva, non supportata da una tradizionale struttura di distribuzione. La realizzazione del film è stata finanziata da 223 individui e gruppi, preoccupati per i mutamenti climatici. Il film è scritto e diretto da Franny Armstrong (McLibel, Drowned Out) e prodotto da John Battsek (Vincitore di Oscar per Un giorno a settembre). La prima mondiale di “The Age of Stupid” si è tenuta il 21 settembre 2009 a New York per poi circolare il giorno dopo in 40 paesi: dall’Europa all’Asia, dal Medio Oriente all’Africa. Adesso la diffusione del film è affidata soprattutto ai volontari.

The Age of Stupid (L’Era degli Stupidi) comprende l’arco di tempo, dal 1850 al 2020, che va dall’ascesa dei motori a combustione interna fino al superamento del limite di 2°C nella corsa al riscaldamento globale. È interpretato da Pete Postlethwaite (candidato agli Oscar per Nel nome del padre, I soliti sospetti), nei panni di un archivista, che vive in solitudine, nel mondo devastato dell’anno 2055, e riguarda vecchi filmati del 2008, chiedendosi: “perché non ci siamo salvati quando ne avevamo l’occasione?”, evocando il messaggio del “che stupidi siamo stati quando potevamo ancora fare qualcosa”. Il film si snoda attraverso il racconto di sei storie, dal personaggio Al Duvenray che subisce gli effetti dell’uragano Katrina e contribuisce ai soccorsi, a Jamila e Adnan due ragazzini iracheni emigrati in Giordania a causa della guerra per il petrolio in Iraq, a Fernand Pareau, una guida di 82 anni, che ha visto l’arretrarsi senza sosta del ghiacciaio del Monte Bianco e parla della sua lotta per scongiurare l’aumento del traffico su gomma attraverso il traforo.

La serata ha avuto un grandissimo successo, superando di gran lunga le più rosee aspettative.

Si sono presentante il triplo delle persone che la sala poteva contenere, in parte sedute sulle sedie e in parte per terra o in piedi. L’entusiasmo per la proiezione è stato palpabile durante il dibattito, buona parte dei presenti al film si è poi fermato, partecipando attivamente alla discussione. Il rappresentante locale di Greenpeace a Bari, Massimiliano Boccone, si è dichiarato molto colpito non solo dalla presenza delle persone ma soprattutto dall’interesse tutt’altro che passivo. Ci sono stati molti interventi interessanti e propositivi. Secondo Boccone la gente si trova a vivere un periodo di grandi cambiamenti ed evoluzioni ed ha una grande sete di informazioni. Vuole sapere, conoscere e capire ed è soprattutto stufa di ciò che propinano tv e giornali, troppo spesso di parte, che diffondono solo ciò che gli fa comodo a seconda del colore politico scelto. La gente vuole informazioni vere e sono quelle che ha avuto ieri sera dai volontari di Greenpeace e del WWF a Bari.

Un’altra nota interessante era il target della serata. Un target non omogeneo e non standard. C’erano persone di tutta l’età, il diciottenne entusiasta e pronto a conquistare il mondo e l’ultrasessantenne che si trova a dover vivere un’epoca diversa e non vuole limitarsi a viverci passivamente ma vuole partecipare in maniera concreta. C’erano persone vestite di tutto punto con cappotti alla moda, c’erano laureati, letterati o di formazione scientifica ma c’era anche chi pur non avendo una grande cultura voleva conoscere ed imparare cogliendo al volo l’occasione e le proposte di ieri sera.

La serata dedicata all’”Era degli Stupidi” ha dato la possibilità a tutti di capire che siamo tutt’altro che stupidi e che non ci limitiamo ad accettare passivamente e senza capire ciò che l’evoluzione ci propina. Ognuno di noi può fare la sua parte per affrontare i cambiamenti, viverli e utilizzarli nel migliore dei modi.

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