La Cina e i barbari venuti dal mare

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Second_Opium_War-guangzhou

Per  i cinesi l’incontro con gli Occidentali fu eccezionalmente drammatico e traumatico: da sempre essi ritenevano di esser il Zhōnghua (paese di mezzo), cioè il centro del  mondo, al di fuori del quale esistevano solo popoli barbari, da sempre  predominava  incontrastata l’idea che nulla di veramente importante potesse trovarsi fuori dalla Cina e che qualsiasi cosa potesse essere fatta meglio in Cina che altrove.

I cinesi  avevamo solo qualche curiosità per il mondo esterno ma mai un vero interesse. Quando nel 1500 arrivarono dal mare i Portoghesi e poi gli altri europei essi li assimilarono semplicisticamente ai tanti barbari che di cui avevano fatto esperienza ,solo che questa volta venivano dal mare: concedevano loro qualche possibilità di commercio assegnando loro scali periferici ma solo in una situazione di subordinazione: gli europei  dovevano riconoscer la autorità dell’imperatore accettando una specie di vassallaggio. Gli europei  potevano trattare solo con le autorità locali essendo  escluso ogni rapporto diretto con l’imperatore che, chiuso nella Città Proibita, dava solo ordini e si degnava, qualche volta, di accettare i tributi dei vassalli L’imperatore era il “Tian zi” (il figlio del cielo), potere supremo che non poteva riconoscere nessun potere pari al suo, gli  altri sovrani potevano rapportarsi a lui solo come vassalli.

Da questa illusione i cinesi furono strappati drammaticamente dalla guerra dell’oppio.

Gli inglesi nella vertenza sull’importazione dell’oppio  potettero  trattare solo con l’autorità locale che imponeva le leggi cinesi sui barbari vassalli: una questione di principio, al di là del merito della questione.

Allora gli inglesi non si fermarono a Canton; attaccarono con la flotta e l’esercito su tutta la costa fino al Tianjin, nelle vicinanze della stessa capitale cinese per farsi sentire dall’imperatore. Ripetutamente i generali cinesi, consci dalla superiorità militare europea, stipularono accordi alla pari con gli europei ma l’imperatore disconobbe sempre gli accordi non dal punto di vista del merito ma per il principio della parità: solo alla fine  lo stesso imperatore dovette riconoscere che le potenze europee  non erano dei vassalli ribelli ma nazioni alla pari. Fu uno shock immenso per i cinesi: per il resto del secolo i cinesi furono continuamente umiliati dagli eserciti europei che coglievano  ogni pretesto per percorrere la Cina vittoriosamente strappando sempre più concessioni al territorio,all’economie e, soprattutto, all’orgoglio cinese. Con la fine dell’impero penetrarono in Cina anche le idee  moderne occidentali, quelle liberali e quelle comuniste.

In seguito Mao ha tentato di fare della Cina una pagina bianca  tentando la distruzione della sua millenaria civiltà ma nel contempo isolandola ancora dall’influsso esterno. Con la fine del  maoismo finalmente la Cina si è aperta veramente al mondo esterno, all’Occidente: questo fatto viene rivendicato dall’attuale dirigenza  come il suo maggiore vanto.

Tuttavia man mano  che la Cina assorbe cultura e scienza occidentale  diviene sempre più potente e prospera e rinasce  il vecchio spirito nazionalista .l’idea del “Zhōnghua”, il paese di mezzo.

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Guerra dell’oppio: illustrazione dell’epoca

 

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