Haiti distrutta e molti gli italiani dispersi

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Ad Haiti la terra continua a tremare, la capitale Port-au-Prince è distrutta. Molti gli italiani di cui non si hanno notizie.

In attesa dei soccorsi che cominciano ad arrivare dal resto del mondo, sorge ora il problema delle epidemie, della carestia e dello sciacallaggio.

Tutti i mezzi di comunicazione sono inattivi tranne internet che sta permettendo attraverso Twitter e Facebook di mandare appelli e testimonianze.

Il terremoto è stato provocato dalla distruzione della faglia sotto l’isola caraibica, dalle 16:53 del 12 sono ormai 42 le scosse registrate dall’istituto geofisico americano Usgs, tutte al di sopra di magnitudo 4.5 Richter, mentre la prima, quella distruttiva ha raggiunto magnitudo 7.0. si contano ormai centinaia di migliaia di vittime.

Intanto c’è preoccupazione per gli italiani che si trovavano ad Haiti nel momento del disastro. Fino ad ora la Farnesina ha potuto contattare 80 italiani, ma molti altri mancano all’appello.

La Farnesina invita dunque chiunque sia a conoscenza di amici o parenti italiani che si trovano ad Haiti a contattare l’Unità di crisi al numero 06-36225 per accelerare la ricerca dei nostri connazionali.

Il funzionario della Farnesina inviato a Port-au-Prince – ha spiegato  Fabrizio Romano, capo dell’Unità di crisi della Farnesina – “per prima cosa” andrà all’Hotel Montana, crollato nel terremoto che ha colpito Haiti, “per verificare” l’eventuale presenza di italiani.

Il quadro – ha detto ancora Romano – resta “drammatico, fluido e tutt’altro che chiaro a causa delle comunicazioni disturbate”. Nell’isola – ha ricordato – sta per atterrare il volo della Protezione civile con un funzionario dell’Unità di crisi che attiverà un’antenna in modo da avere un contatto diretto con il ministero. Il funzionario opererà in tandem con un collega dell’ambasciata italiana a Santo Domingo, in modo da svolgere “una ricerca più mirata dei nostri connazionali, avvalendosi anche dell’apporto delle autorità locali”.

 “Restano motivi di preoccupazione, perché il numero dei connazionali presenti è sicuramente maggiore di quelli che noi siamo riusciti a contattare”, ha aggiunto Romano, ricordando che “come ha detto il ministro Frattini, non abbiamo notizie negative, ma purtroppo neanche positive”. Oltre ai 191 italiani che risultano iscritti all’anagrafe consolare che però “possono aver lasciato il Paese senza segnalarlo”, il capo dell’Unità di crisi sottolinea che potrebbero anche esserci “tante altre persone presenti senza averlo comunicato a nessuno sul piano istituzionale”.

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