Haiti: la prima vittima italiana

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2919_Main_sismahaiti1Purtroppo è stata identificata la prima vittima italiana del terremoto di Haiti. La notizia è stata riportata dal quotidiano on-line “La Gente d’Italia” diretto da Mimmo Porpiglia, già console onorario di Haiti in Italia.

Si tratta di Gigliola Martino, 70 anni, figlia di italiani ma nata a Port-au-Prince.

Gigliola era “conosciutissima nella comunità francese ed haitiana: era una delle ultime italiane di Haiti. Un italiana vera che continuava a parlare la lingua di Dante. Che faceva ancora la pasta in casa, che cucinava il ragù la domenica”, scrive Margareth Porpiglia sul quotidiano online in un articolo anticipato da Il Messaggero. “E’ morta nell’unico ospedale della capitale sfuggito al sisma, per le gravi ferite riportate nel crollo della sua abitazione – prosegue Porpiglia -. Il figlio, Riccardo Vitello e il cugino Leone Vitello, nelle ore successive al sisma, erano corsi da lei a Bourdon, il quartiere residenziale che confina con Petionville, abitato prevalentemente da italiani, diventato oggi un cumulo di macerie”. “L’ambasciata francese – scrive ancora Porpiglia – l’hotel Cristopher, la sede distaccata della Minusta, le residenze dei Caprio, dei Martino, dei Riccardi, dei Cianciulli, dei De Matteis, dei Vitiello…non esistono più…Gigliola Martino viveva da sola con due persone di servizio, una badante e un garzone”. La signora era una “esponente di una delle due famiglie di oriundi più importanti dell’isola caraibica, i Caprio e i Martino presenti ad Haiti da oltre un secolo. Arrivarono insieme a Port-Au-Prince ai primi del 1900, Ernesto Caprio e Gennarino Martino”.

Intanto la stampa di Manila ha riportato oggi che si sentono voci provenire da sotto le macerie dell’Hotel Christopher di Port-au-Prince, già citato più volte ieri come il luogo dove si teme siano rimasti sepolti due italiani.

L’esercito filippino ha circa 200 uomini schierati nell’ambito della missione Onu Minustah a Haiti. Almeno tre militari di Manila risultano dispersi dopo il sisma che ha colpito l’isola. Il colonnello Romeo Brawner, citato dall’Inquirer, ha riferito che gli uomini dell’equipe di soccorso filippina a Port-au-Prince hanno udito “voci e movimenti” sotto le macerie dell’Hotel, che ospitava la sede della missione Onu ad Haiti. Il militare ha auspicato che le voci siano quelle dei tre soldati filippini ancora dispersi.

Questa mattina il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in un’intervista a Mattino 5 ha dichiarato che l’Italia ha già inviato un ospedale da campo e vorrebbe mandare una nave militare. “Ho in mente e lo proporrò oggi al presidente” del Consiglio, ha detto, “la possibilità, se si vuole, di inviare anche una nave che, in una situazione del genere potrebbe essere estremamente utile. Noi siamo pronti”.

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