Restituiamo la speranza ai bambini haitiani

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Il racconto disperato di una madre che attraverso un lamento di incolmabile dolore,  ricorda di aver sentito la voce di suo figlio per l’ultima volta, pochi secondi prima il terribile terremoto del 12 Gennaio,  che ha distrutto Haiti; un sms da parte del dodicenne Marc Velend Louis Charles inviato alla madre e pochi istanti dopo, il disastro e improvvisamente il nulla.

Oggi, dopo tre giorni dal terribile evento naturale, Jean Vanise è una madre come molte altre che ricerca il suo figliolo tra le macerie, nella disperata speranza di trovarlo; questo è ciò che la donna  racconta sul sito online della Cnn: terribile ma vero.

Lei è certa che il figlio al momento della scossa di martedì si trovasse alla scuola di musica della Holy Trinity School a Port-au-Prince che frequentava assiduamente.

A  scuola  nessuna notizia del figlio; addirittura le anime superstiti, sostengono che il ragazzo fosse andato via insieme ad un insegnante prima della scossa che ha distrutto tutto; la donna non demorde: qualcosa le dice che il ragazzo si trova sotto le macerie.

Riesce  nonostante i tentativi dei sopravvissuti di allontanarla, a farsi largo  cominciando a scavare insieme ad un padre che condividendo la sua stessa disperazione, tenta di ritrovare i suoi due bambini di 8 e 19 anni.

La donna urla e piange lacrime di dolore; non può rassegnarsi, il suo cuore non glielo consente; come lei molti altri.

La storia di Jean Vanise è analoga a mille altre storie che in queste ore scorrono come fiumi in piena per le strade ormai inesistenti di Haiti; è così che si legge la tragedia attraverso gli occhi di genitori e famiglie devastate, di cui poco o nulla rimane.

Tra i bambini recuperati da sotto le macerie, un bimbo di due anni, è stato ritrovato  a Port-au-Prince; si chiama  Redjeson Hausteen Claude ed è stato portato in salvo da un soccorritore spagnolo mentre i cadaveri conteggiati aumentano di ora in ora.

Occhi smarriti e disorientati, vite spezzate alla ricerca di un punto fermo: è così che si racconta la tragedia attraverso gli occhi dei bambini.

Per alcuni di loro, circa 60, un asilo della Repubblica Domenicana ha trovato riparo e accoglienza; si tratta di bambini rimasti feriti gravemente dal disastro del 12 Gennaio; saranno curati e riceveranno acqua, cibo e protezione.

L’asilo in questione è  “Los amiguitos de Cristò”, che sta cercando di collaborare nel modo più operativo possibile, trasformandosi in un centro di accoglienza per piccoli disagiati di Haiti.

Vista la drammatica situazione del momento, molti aiuti stanno giungendo ad Haiti oltreché fondi per supportare la prima emergenza come i 10.000 euro stanziati per lo stesso asilo di Puerto Plata.

Sembrerebbe da quanto dichiarato dalla responsabile della struttura assistenziale, che dei 56 bambini accolti presso l’asilo, 14 sono stati immediatamente ricoverati in ospedale perchè in gravi condizioni mentre gli altri 42 restano presso l’asilo in questione.

Confidando nell’aiuto di Dio e nella solidarietà del cuore umano, si spera collettivamente di riuscire a  rendere a tutta la popolazione devastata dal dramma del 12 Gennaio 2010,  una nuova vita e soprattutto ai bambini haitiani, la speranza di una futuro migliore; ciò che stanno vivendo in queste ore è terribile ed ingiusto; che la collaborazione di massa possa restituire loro una vita  e ad ogni costo la normalità, è ciò in cui confidiamo di cuore.

Fonte: www.leggo.it

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

4 commenti

  1. I want know what i must make for ospitality a haitian children!

  2. voorei ospitare bambini d haiti….a completa disposizione…aspetto notizie…

  3. Mi unisco a questi messaggi di disponibilità ad accogliere i bambini di haiti ,dando a mia volta la mia piena disponibilità.Vorrei tanto aiutare questi piccoli a ritrovare un pò di pace.

  4. Anch’io sono interessata, sono sicura che aiutando un bambino aiuterei me stessa.Potete spiegarmi cosa devo fare e come funziona.
    grazie

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