Ad Haiti i piccoli miracoli regalano speranza

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 haiti_macerie_jpg_370468210Un piccolo miracolo il ritrovamento di una donna, viva, sotto le macerie di Haiti dopo cinque giorni.

Si chiama Nadine Cardoso ed ha 62 anni, la donna salvata a Port-au-Prince, è la proprietaria dell’Hotel Montana, crollato a causa del sisma.  “E’ un piccolo miracolo”, ha commentato Reinhard Riedl, il marito della donna.

La Cardoso, di nazionalità haitiana – era disidratata ma senza ferite, ha sottolineato il marito ed è stata subito portata in una struttura sanitaria della Minustah.

La donna  ha detto di aver sentito delle voci tra le macerie dell’albergo, questo quanto riferiscono i media cileni che da giorni stanno seguendo da vicino le operazioni di soccorso al Montana, dove tra le persone disperse figura Maria Teresa Dowling, moglie del generale cileno dell’Onu Ricardo Toro. La Cardoso è stata messa in salvo, e portata in una struttura sanitaria della città, da soccorritori spagnoli e colombiani. “Abbiamo sentito la sua voce che veniva dalle macerie, poi siamo riusciti a salvarla”, ha detto uno dei soccorritori, Claudia Milenes.

Anche altre tre persone sono state estratte vive dalle macerie del Caribbean Market di Port-au-Prince,  una bambina ed un uomo haitiani ed una donna americana. Nello stesso supermercato sarebbe stato localizzato anche uno dei dispersi italiani. Si continua a scavare anche se il passare del tempo e le disastrose condizioni di lavoro affievoliscono le speranze di trovare persone ancora in vita.  

L’Onu fa sapere da Ginevra che la squadre di soccorso non si danno per vinte: “Il morale delle squadre resta molto buono”, ha detto una portavoce dell’Onu a Ginevra, Elisabeth Byrs. I soccorritori “restano convinti che persone vive possono ancora essere estratte dalle macerie”.

Oltre ai soccorritori in prima linea ci sono i medici che lottano per salvare le centinaia di persone che, estratte dalle macerie in condizioni molto gravi, combattono per sopravvivere.

In particolare i Medici senza frontiere, che stanno eseguendo soprattutto interventi cesarei e amputazioni. Il personale medico sul posto afferma di non avere mai visto un numero così elevato di ferite gravi, fa sapere l’organizzazione. All’ospedale di Choscal a Cité Soleil, dove MSF lavora dopo che le sue strutture mediche erano state gravemente danneggiate, la sala operatoria ha continuato a lavorare senza sosta da venerdì mattina. All’ospedale Trinité, dove i pazienti vengono curati sotto le tende allestite sul terreno dell’ospedale colpito dal terremoto, gli interventi chirurgici si svolgono in una sala operatoria improvvisata. Nel quartiere di Carrefour, colpito in modo particolarmente grave, MSF ha iniziato a lavorare in un ospedale con due sale operatorie. I feriti sono trasportati su carriole o sulla schiena di altre persone. Ci sono altri ospedali nella zona ma sono sovraffollati e hanno poche scorte e poco personale.

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