Inquinamento: Legambiente boccia i capoluoghi italiani

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inquinamentoNapoli, Torino e Ancona sono le città italiane più inquinate secondo il dossier Mal’Aria di città di Legambiente, realizzato in collaborazione con il sito Lamiaaria.it. Le tre città hanno superato i limiti di legge a causa delle concentrazioni di Pm10 rispettivamente per 156, 151 e 129 giorni. Non se la passano bene nemmeno i cittadini di Milano con 108 giorni, quelli della Capitale con 67 giorni e i veneziani con 60 giorni. Sommando i valori registrati nei centri urbani durante tutto il 2009, sono le città della Lombardia, dell’Emilia-Romagna e del Piemonte a guadagnarsi la maglia nera per Legambiente; segue di poco il Veneto.

Se sul fronte polveri sottili la Pianura Padana è il territorio più colpito, anche per l’ozono la situazione è critica: otto città padane, presenti nella top ten, hanno superato nel 2009 il valore di legge, fissato a partire dal primo gennaio del 2010 a 120 microgrammi al metro cubo, da non superare per più di 25 giorni in un anno. Non solo l’inquinamento atmosferico desta preoccupazione per la salute degli italiani: il dossier di Legambiente evidenzia anche la pericolosità dell’inquinamento acustico. I rumori delle metropoli sono dei veri e propri killer per le nostre orecchie e provocano emicranie e insonnia. In Italia, su 110 capoluoghi di provincia, solo 68 hanno approvato un piano di zonizzazione acustica.

Ma quali fonti di inquinamento incidono maggiormente nel determinare questa drammatica situazione in Italia? Prime fra tutti le industrie con il 26% delle emissioni di Pm10, il 23% di biossido di azoto (NO2), il 79% di ossidi di zolfo (SOx) e il 34% di idrocarburi policiclici aromatici. A seguire i trasporti, nello specifico quelli su strada, responsabili del 22% delle emissioni di Pm10, del 50% di NO2, del 45% di CO e infine del 55% di benzene. Capitali dello smog sono Roma e Milano, seguite da Napoli e Torino. “Un’emergenza sanitaria, prima ancora che ambientale – afferma Legambiente – Nel 2006 l’Organizzazione mondiale della sanità ha dimostrato che riportando i valori medi annuali di polveri sottili al di sotto della soglia stabilita dalla legge si potrebbero evitare oltre 2.000 morti l’anno”. Maglia nera anche ai Governi che si sono succeduti dal 2001 in poi: scarsa attenzione per il trasporto pubblico, pochi spazi per i pedoni e finanziamenti per la maggior pare dei casi destinati alle infrastrutture stradali. Unica politica anti-inquinamento è stata quella della rottamazione delle vecchie automobili inquinanti.

Se la situazione è allarmante, Legambiente cerca di sensibilizzare la popolazione e per questo nei prossimi giorni partiranno iniziative e manifestazioni in tutta Italia: dal Nord al Sud alcuni negozi esporranno in vetrina delle mascherine antismog e dei manifesti contro l’inquinamento. La situazione è preoccupante e non si risolleverà nel giro di pochi anni. “Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell’aria – ha dichiarato con rammarico Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – è purtroppo ancora lontano”.

Foto tratta da: http://ch.indymedia.org/images/2005/05/32749.jpg

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