Alì Agca è un uomo libero

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Mehmet Alì Agca, l’uomo che il 13 maggio 1981 sparò a Papa Giovanni Paolo II, è da oggi libero.

Dopo essere stato rinchiuso per anni nel carcere di Ancona, fino alla grazia concessagli dal presidente della Repubblica Ciampi nel 2000, Alì fu portato in Turchia nel carcere di massima sicurezza di Sincan, dove ha scontato anche la pena di nove anni e sette mesi per l’omicidio del giornalista Abdi Ipekci, avvenuto nel 1979,  e per due rapine precedenti.

Dopo la liberazione Agca è stato trasferito nel più vicino distretto militare per questioni legate al servizio di leva obbligatorio.

“E’ arrivata la fine del mondo, tutto sarà distrutto entro questo secolo”. “Io sono Gesù eterno, la trinità non esiste”. “La Bibbia è piena di errori, io scriverò la Bibbia perfetta”. Queste alcune delle frasi contenute in un testo scritto da Ali Agca esce durante la prigionia e diffuso dai suo avvocati ai giornalisti.

Un messaggio delirante suddiviso in cinque “articoli”: “Articolo 1: Dio è unico fino all’eternità. Dio è completo fino all’eternità. La trinità non esiste. Articolo 2: Io non sono Dio. Io non sono figlio di Dio. Io sono Gesù eterno, cioé il sacro verbo rinato con ossa e carne. Sono il servo superiore eterno di Dio, non esiste una cosa come la trinità. Articolo 3: Lo spirito santo è solo un angelo creato da Dio. La trinità non esiste. Articolo 4: Dichiaro che è arrivata la fine del mondo. Tutto il mondo sarà distrutto entro questo secolo. Ogni uomo morirà entro questo secolo. Articolo 5: La Bibbia è piena di errori. Io scriverò la Bibbia perfetta”.

Insieme al testo, gli avvocati hanno distribuito anche una copia a colori della copertina che il settimanale Usa Time ha dedicato all’incontro in prigione fra Ali Agca e Papa Giovanni Paolo II.

Agca, 52 anni, fu portato il 14 Giugno del 2000 nel carcere di massima sicurezza di Kartal ad Istanbul, dopo essere stato istradato dall’Italia dove aveva scontato 19 anni per l’attentato al Papa.

In seguito fu trasferito a Sincan dove ha vissuto in isolamento dal 17 agosto 2007.

Agca uscì di prigione per otto giorni il 12 gennaio del 2006 quando a causa di un errore di calcolo il tribunale di Uskidar a Istanbul ne decretò la scarcerazione. Ma, dopo otto giorni di libertà e forti rimostranze dell’opinione pubblica e dei media locali, Agca fu nuovamente arrestato il 20 gennaio successivo su decisione della Corte suprema che accertò l’errore del tribunale.

Nonostante la lunga prigionia, Alì Agca sarebbe però “in ottime condizioni, sia fisiche che mentali, e non è più una persona pericolosa”, come hanno assicurato nei giorni scorsi gli avvocati Yilmaz Abosoglu e Gokay Gultekin, che con Haci Ali Hozan lo assistono.

Per alcuni giorni Agca resterà ad Ankara, dove sono arrivati i suoi genitori, poi vuole tornare in Italia  per trovare una moglie italiana e per andare a rendere omaggio sulla tomba di Giovanni Paolo II.

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