Lombardi e il Fenicottero

Print Friendly, PDF & Email

Layout 1 (Page 1)“Un Psi così non ha motivo di esistere”.

A cura di Carlo Patrignani

Così Riccardo Lombardi, il poeta del socialismo italiano, ammirato ma inascoltato, temuto e criticato al più di vocazione minoritaria, presbiopia, mai nessuno ha potuto minimamente sfiorare la sua onestà, la sua integrità morale, concluse il 30 giugno 1984 la sua requisitoria sul Psi di Bettino di Craxi. A dieci dalla scomparsa di Craxi, le parole di Lombardi, pronunciate in occasione del suo ultimo intervento al comitato centrale dell’Ergife, testimoniano l’intuizione, con anni di anticipo su Tangentopoli, dell’ineluttabile dramma politico e umano di un’intera generazione di politici che diversamente dal ‘siciliano di ferro’ intesero la politica come affare, arricchimento personale, opportunismo. Hai mai pensato di avere più soldi? Nessuno allora e forse anche oggi, risponderebbe “Non avrei saputo che farne. Non ho neanche una casa. Mi basta poter comperare libri”. Questo era Lombardi. “Craxi, crede che lo abbia in antipatia, non è vero. Proprio perché è molto diverso da me, mi è simpatico – diceva un anno prima nel 1983 – Ma deve capire che quello che ho definito il suo Führerprinzip è incompatibile con il partito socialista: da Turati a Nenni il dirigente più autorevole del Psi è sempre stato il più condizionato”. Ed ancora notava con amarezza, “ci sono più socialisti in galera oggi che ai tempi del fascismo”. Fu proprio Lombardi a pretendere dal suo pupillo Fabrizio Cicchitto l’ammissione pubblica dell’iscrizione alla P2, non senza prima avergli mollato un ceffone. “Siamo diventati il partito delle tavole rotonde, ma siamo assenti dai drammi collettivi”, sostenne nel suo ultimo intervento del 30 giugno 1984 nel più assoluto silenzio della platea, di quella platea di socialisti molti dei quali lo consideravano uno stravagante sognatore, un intellettuale visionario ed utopico.

Obiettivo del libro “Lombardi e il Fenicottero” è recuperare l’immagine di un politico atipico, eretico, che per onestà, coerenza, genialità, immaginazione, lungimiranza, fu portatore di un’identità umana assolutamente diversa rispetto alla idea di una politica ridotta a pura gestione del potere, lontano com’era dalle logiche opportunistiche.

Ma non solo. Il libro ripropone anche la figura di Ena Viatto, il Fenicottero del titolo, staffetta partigiana, la compagna di Lombardi, la quale ebbe un ruolo importante nella vita dell’Ingegnere socialista che, come sin dal 1984 ebbe a dire uno dei migliori sindacalisti della Cgil degli anni ‘80, Fausto Vigevani, “ha acceso un debito altissimo nel suo partito, il Psi, nella sinistra intera, nelle istituzioni anche le più alte: è soprattutto questo che nessuno ha inteso prima e intenderà ora ripagargli per sè e per la democrazia italiana”.

Personalità rara, per sensibilità e concezione “alta” del fare politica, Lombardi fu tra i protagonisti della Liberazione prima e della Costituente poi: promotore nel 1946 della Repubblica presidenziale – al suo posto passò l’attuale Repubblica parlamentare -, non mancò mai di confrontarsi con i movimenti, con il ’68 e il ’69, respingendone fermamente le forme “deliranti”.

Con una prefazione di Marco Pannella, “Lombardi e il Fenicottero”, vuole essere uno strumento prezioso per riavvicinare la gente alla politica rileggendo passaggi storici rilevanti, l’inganno del catto-comunismo di Palmiro Togliatti con la ‘svolta’ di Salerno del 1944, il voto favorevole all’art.7 della Costituzione del 1947, per arrivare all’invasione dell’Ungheria del 1956 e al ‘compromesso storico’ di Enrico Berlinguer, e comprendere la realtà politica attuale. Il libro si nutre anche di interviste inedite a Piero Boni, Giorgio Ruffolo, al filosofo Michele Ciliberto, a Tullia Carrettoni, oltre che allo stesso Pannella.

Link: www.lasinodoroedizioni.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*