Oggi i funerali delle sorelline di Favara

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re225xpkX_20100125_immagine_lE’ lutto cittadino nel paese di Favara, in provincia di Agrigento.

Questa mattina, nella Chiesa Madre del paese,  si sono svolti i funerali di Chiara e Marianna, le sorelline di 3 e 14 anni, morte nel crollo dell’edificio in cui abitavano assieme ai genitori Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello e al fratellino Giovanni di 12 anni, rimasti feriti.

La chiesa era gremita di gente, compagni di classe di Marianna, che frequentava la scuola Vaccaro, amici, parenti e compaesani. La cerimonia si è svolta a porte chiuse ed è stata officiata dall’arciprete, Don Mimmo Zambito, dopo la rinuncia dell’arcivescovo di Agrigento Mons. Montenegro.

“Favara è un luogo generoso ma disgraziato. A chi ha il potere chiediamo di guardare in basso, a chi nel popolo fa una fatica incredibile anche se con estrema dignità, alla famiglia Bellavia chiediamo di guardare in alto, a Cristo crocifisso”. Queste sono le parole pronunciate dall’arciprete di Favara, Mimmo Zambito nella sua omelia. L’Arciprete, con la voce rotta per la commozione, ha invitato tutti a pregare per Mariannna e Chiara.

Nelle prime file Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, i genitori delle due sorelline hanno seguito l’omelia sorretti da amici e parenti. La madre, straziata dal dolore ha più volte baciato le due bare, sistemate davanti l’altare. All’esterno, nella piazza di fronte la Chiesa, centinaia di persone hanno assistito alla celebrazione funebre ascoltando le parole dell’Arciprete da alcuni altoparlanti. Durante l’omelia alcune persone si sono sentite male e sono intervenuti i volontari della protezione civile.

Ai funerali di Marianna e Chiara hanno partecipato anche gli insegnanti di Marianna e del fratello Giovanni, il figlio undicenne della famiglia Bellavia che è sopravvissuto al crollo. “Marianna – dice il dirigente scolastico della scuola media statale Vaccaro – frequentava la seconda classe del corso H, mentre il bambino è al primo anno dello stesso corso. Era una ragazzina sveglia e socievole. Quando abbiamo saputo del crollo eravamo già in istituto, le lezioni erano cominciate da poco. Siamo rimasti in trepida attesa per un po’. Le voci che ci arrivavano si alternavano: prima erano confortanti, poi tragiche. E’ una tragedia che ci sconvolge tutti”. La professoressa Angela Sciumé che insegna matematica e scienze ricorda: “Marianna era una ragazza bella, con degli occhi celesti come due stelle e una treccia bionda – dice – Era sempre ben vestita e molto educata e rispettosa dei ruoli. Generoso, solidale e sorridente invece è Giovanni che speriamo possa riuscire a superare l’immane tragedia che ha vissuto”.

Fonte: ANSA

Foto tratta dal sito www.tuttosport.com

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