Pulcinella, la maschera più famosa del Sud Italia

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Pulcinella nasce a Napoli come personaggio di una commedia di Silvio Fiorillo, intitolata La Lucilla costante con le ridicole disfide e prodezze di Policinella del 1609 ed è a pieno titolo una delle maschere più famose della Commedia dell’Arte settecentesca, ma le sue origini sono ben più antiche. Secondo i critici sarebbe la versione moderna di Macco, protagonista delle Atellane, farse popolari dell’antica Roma chiamate così perché nate nel IV secolo nell’antica Atella, città a sud di Capua e destinate a un pubblico popolare. Maccus era un servo con un naso lungo e indossava una camicia bianca. Altre affinità con l’odierno Pulcinella consistevano nella gobba nel ventre prominente.

L’etimologia del nome è controversa: alcuni lo fanno risalire a Puccio d’Aniello, contadino di Acerra che si unì ad una compagnia di teatranti girovaghi, altri ritengono che derivi da “pulcino”, per via della forma del suo naso. Il nome di Pulcinella si è modificato nel corso dei secoli: da Policinella o Pollicinella (forma usata tuttora nel dialetto campano) è diventato Pulcinella. La sua fama si diffuse anche al Nord Italia, facendolo diventare l’antagonista di Arlecchino. I più grandi interpreti del personaggio in teatro sono stati, oltre al suo creatore Fiorillo, anche l’attore Antonio Petito (1822-76), che gli donò un maggiore spessore psicologico, e in tempi più recenti Eduardo De Filippo e Massimo Troisi.

Servo sciocco ma che che incarnazione della saggezze popolare, spesso allegro ma a volte anche triste, impertinente e dedito al cibo e al bere. È abile nel cantare e viene spesso rappresentato con un mandolino. Ha una voce molto particolare, stridula e roca al tempo stesso, tant’è che alcuni attori per riprodurla utilizzavano uno strumento adatto, detto “sgherlo” o “pivetta”. È spontaneo ma a volte pettegolo: da queste caratteristiche deriverebbe l’espressione “segreto di Pulcinella”, per indicare qualcosa che dovrebbe essere segreta, ma in realtà è già sulla bocca di tutti. Incarna il carattere dei napoletani: combattivi con spirito, anche davanti alle difficoltà che la vita presenta. Ad Acerra nel Castello Baronale è presente il Museo di Pulcinella, fondato e allestito dal Centro di Cultura “Acerra Nostra” nel 1992. Il museo ricostruisce l’anima della cultura contadina di Terra di Lavoro, l’antica Liburia, da cui ebbe origine la maschera di Pulcinella. L’ingresso al museo è gratuito.

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