Iran: i Basiji contro le ambasciate

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In Iran vi sono state violente manifestazioni contro varie ambasciate occidentali (Francia,  Germania, Olanda). In particolare, secondo quanto  comunica il ministro Frattini, c’è stato anche un tentativo, da parte di dimostranti di attaccare l’ ambasciata italiana che è stato però bloccato dalle forze dell’ordine iraniane: il viaggio di Berlusconi in Israele ha fortemente irritato  gli iraniani.

Non si segnalano vittime o danni.

Le manifestazioni sono state inscenate per protestare contro le ingerenze occidentali nella politica interna iraniana con riferimento  alla produzione di uranio arricchito alla quale si oppongono decisamente gli Occidentali temendo che essa possa servire a produrre  armi atomiche. Le manifestazioni vengono attribuite ai Basji iraniani.

 

Chi sono i Basiji?

 

Durante la guerra contro l’Iraq (1980-1988) , nell’ambiente dei pasdaran (i guardiani della rivoluzione), fedelissimi di Khomeini, si formarono squadre di giovanissimi chiamati basiji (“quelli che si radunano”), pronti a immolarsi nella prospettiva del jihad. Sarebbe occorso, secondo il diritto islamico, il permesso dei rispettivi padri, ma l’ayatollah Khomeini affermò di essere il padre di ogni credente e concesse il permesso egli stesso a tutti. Quando bisognava avanzare contro gli iracheni, protetti da campi minati, venivano chiamati i basiji; questi si accalcavano, persino in numero eccessivo, e a volte scoppiavano delle risse per poter partecipare all’azione.

I ragazzi si stringevano alla fronte un nastro, su cui erano scritti dei versi del corano, ed avanzavano cantando sui campi minati trovando la morte saltando sulle mine: dietro di essi avanzavano poi i soldati regolari iraniani. Il fatto destò orrore in Occidente, ma nell’Iran di Khomeini questi giovani furono onorati e grande prestigio si riversava anche sulle loro famiglie: per essi si ricominciò a parlare di shaid (termine ormai desueto anche nell’ambito islamico), si parlò del fatto che sarebbero stati assunti immediatamente in paradiso  accolti da uno stuolo di Uri ( le fanciulle “dai grandi occhi” di cui parlano il Corano e la tradizione islamica). Con la fine della guerra e con  i governi moderati succedutisi dopo la morte di Khomeini i basiji entrarono in ombra: con l’affermazione di  Amadinejhad invece essi rinacquero  a nuova vita svolgendo il  ruolo di organizzazione della gioventù islamica. Con le agitazioni che seguirono le elezioni essi hanno però assunto un ruolo di supporto al governo attaccando violentemente i dimostranti montati su moto e armati di manganelli: qualcuno li paragona alle “squadracce fasciste”.

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Manifesto propagandistico per arruolamento di “basiji “ dei tempi di Khomeini

 

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