La prima cosa bella

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Intenso, delicato, appassionante, leggero, vivo: sono questi gli elementi principali dell’ultimo film di Paolo Virzì uscito nelle sale italiane il 15 gennaio 2010. Un cast d’eccezione che vede Valerio Mastrandrea protagonista maschile di una storia che intreccia passato e futuro, ricordi e sensazioni presenti, gioie e dolori. Bruno Michelucci è un professore di Livorno che lavora in una scuola a Milano. Insoddisfatto della vita, della famiglia e del lavoro si abbandona all’apatia, tra ricordi di un’infanzia tumultuosa e le emozioni di un presente arido e poco stimolante. La malattia della madre (Stefania Sandrelli) spinge la sorella (Claudia Pandolfi) a riunire la famiglia dopo tanto tempo: il ricongiungimento ha il sapore di flash -back che riaffiorano scontrandosi con il presente instabile ed un futuro poco interessante. I salti temporali sono la cura contro un silenzio che si spezza a favore delle gioie e dell’entusiasmo che la vita quotidiana può offrire nella sua semplicità. Una madre e un figlio, due vite, due destini irrimediabilmente uniti, sia fisicamente che psicologicamente. E’ una storia come ne possono essere tante altre e come non ne può essere nessuna. Il disincanto nei confronti della realtà si sposa con una irrefrenabile, seppur nascosta, voglia di vivere le cose semplici della vita, come un tuffo in mare. E cos’è quella prima cosa bella se non l’amore “primordiale”, quello di una madre, di una donna, di tutte le donne per i loro figli, per i loro uomini, per tutti gli uomini. Da non perdere.

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