La bandiera afgana sventola su Marjah

Print Friendly, PDF & Email

201022561014326360_5

Con queste parole, alquanto enfatiche, le autorità afgane hanno comunicato che la città di Marjah, nell’Afghanistan meridionale, è sotto il controllo delle forze governative.

Marjah è stata l’obbiettivo di un’offensiva delle  forze della coalizione e regolari afgane per riconquistare la città ai talebani e che hanno subito dopo consegnato il controllo della città alle autorità civili afghane.

Funzionari afagani hanno quindi proceduto alla cerimonia dell’alzabandiera, fra misure di sicurezza, in una breve cerimonia per segnare il passaggio mentre un mullah locale leggeva  versetti del Corano.

Ma poche ore prima, a poche centinaia di metri di distanza, sono stati scoperti ordigni esplosivi, nel mercato principale di Marjah, segno che  combattenti talebani sono ancora attivi nella zona.

L’ “Operazione Moshtarak”, come viene chiamata,  è stata progettato in modo che operazioni militari e passaggio all’amnministrazione civile si succedano senza  soluzione di continuità come invece in genere avveniva in passato, in modo  da non dare ai talebani la possibilità di reinsediarsi. Così la fase offensiva di questa operazione non è ancora completata  ma tutti molto ansiosi di dire che saranno ora gli afgani (e non gli stranieri) a decidere che cosa dovrebbe accadere in questa città.
Abdul Zahir, il governatore distrettuale di nuova nomina, è arrivata nella zona e ha incontrato gli anziani locali. Gli operatori dello  sviluppo hanno varato una serie di cosiddette scuole già pronte  e ha iniziato le riparazioni al sistema locale di irrigazione.
Un’unità d’élite della polizia  è stato inviato nella regione per garantire la sicurezza in Marjah, ma solo su base temporanea.
L’unita  potrebbe anche incontrare difficoltà perche molti dei suoi componenti provengono  dal nord, e parlano il dari  (simile all’iraniano) e non che la lingua pashtun locale. Da ricordare sempre  che, in realtà, non esistono gli “afgani” ma molte etnie diverse che convivono in un precario equilibrio.
—————–

Da al Jazeera: una via di Marjah

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*