Terremoto in Cile: paura e distruzione

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ALeqM5i0WPM-CF3ytRmhphJOGUmddZ8sQgQuesta mattina alle 3.34 ora locale, 7.34 in Italia, un terremoto di magnitudo 8.8 della scala Richter si è abbattuto sul Cile, 90 chilometri a Nord-Est di Concepcion, a una profondità di 55 chilometri: al momento il bilancio è di 147 morti.

Al terremoto ha fatto seguito uno tsunami alto oltre due metri che ha raggiunto la costa cilena nelle città di Talca, Valparaiso e Coquimbo. L’allarme tsunami è scattato nell’intero Oceano Pacifico, dal Centroamerica fino alla Polinesia.

Anche l’isola giapponese di Okinawa è stata interessata da una scossa di magnitudo 6.9.

Il Centro tsunami ha detto in un comunicato che “un terremoto di queste proporzioni ha il potenziale per generare uno tsunami distruttivo che può colpire le coste vicino all’epicentro nel giro di minuti e quelle più distanti nel giro di ore”.

L’allarme è stato in seguito ampliato anche a Colombia, Panama, Costarica e Antartide.

Anche il Giappone ha emesso un’allerta tsunami per le coste dell’Oceano Pacifico, dopo il sisma al largo del Cile.

Dopo la prima scossa di magnitudo 8.8 Richter altre 45 si sono verificate nelle successive 11 ore, nessuna delle quali inferiore alla magnitudo 5.0, tutte lungo in una linea di circa 500 km. Le scosse hanno epicentri che seguono approssimativamente la linea principale della faglia, in una fascia che si allunga appunto per circa 500 chilometri. Nella mappa pubblicata dall’istituto americano di geofisica Usgs, solo sei delle scosse si sono verificate in alto mare. La maggior parte hanno colpito le zone di Maule (nei pressi di Concepcion), Bio-Bio, Valparaiso, Aracaunia. Alle 12.09 locali una scossa di magnitudo 5.2, la 37° della serie, è stata registrata nella ‘Regione Metropolitana’ di Santiago, a 75 chilometri a sudovest della capitale.

Sono circa un centinaio le persone che si trovano intrappolate tra le macerie di un edificio di 14 piani crollato nel centro di Concepcion a causa del terremoto: lo ha confermato il governatore della città, Jaime Tohà, mentre duecentosessantacinque prigionieri sono evasi del carcere di Chillan, località nell’entroterra cileno 140 chilometri a sud di Talca, come scrive in un messaggio Twitter il sito del canale all news della tv pubblica cilena, Tvn 24H, affermando che la notizia è stata confermata dalla gendarmeria.

La Casa Bianca sta seguendo da vicino la situazione ed è pronta ad intervenire come ha riferito il portavoce Robert Gibbs.

Gli Usa sono pronti ad aiutare il Cile, ha detto il presidente Usa Barack Obama, che ha parlato con la presidente cilena Michelle Bachelet che ha dichiarato lo stato di catastrofe a seguito del sisma che ha colpito il paese.

Anche la Commissione Ue è pronta a dare il suo via libera ad un finanziamento di 3 milioni di euro per aiuti di prima necessità alle popolazioni colpite dal tremendo terremoto in Cile. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso, il quale si è detto “profondamente scioccato dalla portata della devastazioni provocate dal sisma in Cile”. “Siamo pronti a fare tutto quello che serve per aiutare le autorità cilene in questo momento di necessita”, ha detto Barroso, esprimendo le sue condoglianze per le vittime del terremoto.

L’aeroporto internazionale di Santiago del Cile è stato chiuso e tutti i voli sono stati cancellati fino a nuovo ordine in seguito al sisma. La rampa di accesso al terminal è crollata, così come la zona destinata agli equipaggi, dove è caduto il tetto e si sono rotti i vetri. A Santiago sono anche crollati diversi ponti. In gran parte della città non c’é nessuna comunicazione telefonica e si verificano black out elettrici. Molte persone erano in strada e nei locali per l’inizio del week end, ma la maggior parte dormiva.

“Al momento non si registrano vittime italiane” nel sisma che ha colpito il Cile, “ma purtroppo è un dato provvisorio che richiede verifiche continue”. Lo ha detto il responsabile dell’Unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano a Sky tg24 precisando che il ministero degli Esteri “sta cercando di completare il quadro della situazione dei nostri connazionali” presenti in Cile. Attraverso l’ambasciata d’Italia a Santiago del Cile l’Unità di crisi del ministero degli Esteri sta cercando di verificare l’entità dei danni del violento sisma. In tutto il Cile, si è appreso alla Farnesina, gli italiani registrati all’anagrafe consolare sono 50 mila. I connazionali residenti nella città di Concepcion sono un po’ più di 500.

Nella città di Al Garrobo, 100 km a nord est di Santiago, il mare si è ritirato e molti turisti stanno fuggendo all’interno verso le autostrade, per cercare di rientrare a Santiago.

Durante la giornata era stata predisposta l’evacuazione dell’isola di Pasqua ma sembra che attualmente la situazione sia tranquilla. Sembra infatti che le onde che hanno colpito l’isola abbiano un’altezza media di 30 centimetri. Lo riferisce il direttore della sezione Sismologia dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Antonio Piersanti. Questo, afferma l’esperto, “potrebbe indicare che lo tsunami ha una forza minore rispetto a quanto temuto inizialmente, suggerendo un cauto ottimismo rispetto al fenomeno in atto”.

Un testimone italiano ha riferrito all’ANSA che la situazione è tranquilla.

“Sull’Isola di Pasqua è tutto tranquillo, la situazione è tornata alla normalità da almeno 4-5 ore. C’è stato solo un allarme tsunami precauzionale, hanno evacuato soltanto chi abitava sulla costa per un po’ di tempo”.

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