Dopo 50 anni il Cile rivive le conseguenze di una catastrofe naturale

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Ancora fenomeni che, nonostante abbiano carattere del tutto naturale, assumono le sembianze di una reale catastrofe.

Dopo la tragedia di Haiti che risale al Gennaio 2010, la terra torna a tremare in modo violento e questa volta ci troviamo in Cile.

Il numero dei morti causati dal sisma che ha colpito due giorni fa il paese continua ad aumentare, assumendo i caratteri di una strage umana.

Le notizie peggiorano di ora in ora.

Il bilancio delle vittime ammonta a circa 700 come ha annunciato ieri il presidente Michelle Bachelet e i cadaveri che sono stati recuperati invece 350; impossibile invece stabilire il numero dei dispersi, è  infinito.

Dopo la scossa di terremoto di 8.8 che ha colpito il Cile due giorni fa, si sono seguite altri 140 assestamenti rilevati dall’Istituto geofisico statunitense, tutte di magnitudo Richter superiore a 4.5 a cui, ne seguiranno delle altre per i prossimi sei mesi: una vera catastrofe che continua ad abbattersi sul mondo e le cause oltreché definirle naturali, altro non si riesce a dire.

Per il momento, non sembrerebbero essere coinvolti italiani, ma le ricerche sono ancora in corso e lunghe; i dispersi sono di numero indeterminato e la Farnesina continua ancora il suo lavoro di verifica.

Tra i nostri connazionali che vivono a Concepcion, nessuno è stato drammaticamente coinvolto nella tragedia, tutti stanno bene come conferma l’ambasciatore Vincenzo Palladino ma è difficile comunicare e rendere l’idea di quanto in realtà stia avvenendo in queste ore nelle zone disastrate.

Purtroppo, la provincia più drasticamente colpita dal terribile sisma, sembrerebbe essere Concepcion con oltre 1 milione e mezzo di cileni vittime della calamità.

Le case sono distrutte e il tentativo dei superstiti di restare in vita, li porta a gesti disperati; si continua a scavare tra le rovine mentre i supermercati vengono saccheggiati; manca la luce, manca l’acqua ed è difficile per non dire impossibile, raggiungere i collegamenti e i luoghi di aggregazione che si sono creati.

Le condizioni sono disperate, infatti in queste ore, alcuni supermercati si stanno mobilitando nella distribuzione di mezzi di prima necessità, sotto la guida delle Forze dell’Ordine e del Governo cileno.

Scatta lo stato di emergenza eccezionale nelle regioni più colpite dalla calamità naturale.

Secondo quanto affermato da Michelle Bachelet e dagli esperti soprattutto, il rischio di un distruttivo tsunami è molto alto e lo si teme e attende mettendo in allarme anche il Giappone.

Sembra ripetersi la tragedia  del lontano 1960: dopo il potentissimo sisma di magnitudo 9.5 che coinvolse il Cile, come conseguenza, un’onda anomala di oltre 10 metri, sommerse tutto.

Anche  in queste ore, il rischio e le previsioni che possa scatenarsi uno tsunami di tal portata, sono molto alte.

Fino ad ora non si sono verificate onde anomale di tale potenza ma visto il rischio, si resta in allerta, nel pieno della più grande catastrofe verificatasi da 50 anni ad oggi.

Fonte: www.leggo.it

Immagine tratta dal dito: www.immaginigoogle.it

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