Maggiore integrazione e dignità per le donne immigrate

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Più momenti di riflessione sulla condizione delle donne, in particolare di quelle musulmane che abitano in Italia -. Lo sottolinea Souheir Katkhouda, Presidente dell’Associazione Donne musulmane in Italia, in occasione dell’8 Marzo, Giornata Internazionale della donna.

La stessa sottolinea che, occasioni come la Giornata della donna, possono essere degli spunti di maggiore riflessione per potere riuscire a portare avanti degli obiettivi comuni inerenti la figura femminile e immigrata che cerca disperatamente un percorso di integrazione in Italia  che con difficoltà avviene.

Sono numerose anche in Italia le donne musulmane che vivono l’esperienza dell’immigrazione e che vorrebbero ottenere maggiore rispetto e dignità soprattutto nell’ambito sociale e lavorativo.

Come sostiene Souheir Katkhouda, – E’ inutile parlare di femminismo quando poi ci si ritrova senza aiuti da parte della società; se la situazione è difficile per le donne italiane, figuriamoci per quelle musulmane -.

Le difficoltà chiaramente esistono, sia per le donne musulmane immigrate in Italia, che in genere per le stesse donne italiane che non subiscono gli effetti dell’integrazione.

E così, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolge un invito collettivo a sottolineare certi valori sociali come: la dedizione allo studio e al lavoro, l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità, che sono valori fondamentali del nostro vivere civile, rivolgendosi anche ai numerosi immigrati come speranza di un domani migliore e più compatto socialmente e culturalmente.

Facendo riferimento ad un piano di miglioramento e valorizzazione circa la questione dell’integrazione  delle donne straniere, è fondamentale soprattutto non dimenticare quanto accade in altre parti del mondo sempre in merito alla condizione femminile: discriminazione, mutilazioni sessuali, cure mediche inadeguate, mancato accesso all’istruzione ed altro.

All’appello del Presidente Giorgio Napolitano,  si aggiunge il messaggio propositivo del Ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna che sottolinea l’esigenza  repentina di un piano di integrazione partendo dalla realtà scolastica, come scambio, trasporto di realtà ed esperienze eterogenee ma costruttive tra loro.

L’impegno comune sta nella realizzazione di una convivenza che sia attuata in una cornice di diritti e di doveri da tutelare e rispettare parimenti.

Il  processo di integrazione deve necessariamente andare avanti verso la realizzazione; sarà fondamentale lottare e sfruttare tutti i mezzi a disposizione, affinchè lo Stato italiano realizzi un’ integrazione virtuosa e dignitosa in cui le differenze di razza, etnia, colore della pelle, non contino.

È importante che tutti, mettano in atto ogni giorno una propria piccola battaglia contro le discriminazioni e facciano uno sforzo per valorizzare, sfruttare in positivo la diversità e la particolarità delle altre etnie.

Si parla tanto dell’Italia come di un paese ormai multietnico ma in concreto ancora non in assoluto, non nell’essenza.

Ciò che manca sembrerebbe proprio essere una maggiore consapevolezza e accettazione nel piccolo e semplice della vita quotidiana.

Ciò che serve è il rispetto  reciproco e una convivenza serena per avviarci al primo passo verso la realizzazione di una cultura variegata e ricca di spunti e buoni propositi di crescita.

È una strada irta e per arrivare in cima servono energia, coraggio e collaborazione da parte di tutti: uomini e donne, qualunque sia la loro etnia e colore di pelle.

L’importante è operare e donare il proprio contributo al servizio comune.

Fonte: www.adnkronos.it

Immagine tratta dal sito: www.immaginigoogle.it

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