Cile, il terremoto ‘bugiardo’ di Temuco

Print Friendly, PDF & Email

terremoto temuco cileTEMUCO (Cile) – “Un terremoto mentiroso”: così lo definisce Constanza Medina Alvarez, laureanda in architettura in una delle città più colpite dal sisma cileno. Bugiardo perché, al contrario di quello che è avvenuto a Concepción, ha fatto molti più danni all’interno degli edifici, rendendoli inagibili. Temuco, 260.000 abitanti e in passato un illustre cittadino: il giovane Pablo Neruda, che qui visse ai tempi del liceo. “Camminando tra le vie della città, sembra che molti palazzi del centro non siano stati scalfiti dal quinto terremoto più violento nella storia dell’umanità – ci racconta Constanza – Eppure, entrando in alcuni di essi ci troviamo davanti a ruderi degni di qualche città precolombiana. Molti di essi, poi, sono completamente perduti”.

La studentessa cilena ha scelto di essere intervistata in spagnolo, nonostante parli bene l’italiano, avendo frequentato qualche anno fa un intero anno scolastico qui da noi. “La verità è che ho la testa talmente confusa che faccio fatica a rispondere in italiano”, ci dice. Il terremoto provoca danni non solo agli edifici ma soprattutto profonde ferite nell’animo della gente coinvolta.

Qual è la situazione allo stato attuale nelle zone colpite?

A Temuco ci sono stati tre morti in tutto ma non so in tutta la regione. I danni maggiori dal punto di vista delle vite umane sono a Concepción che, essendo una città costiera, è stata coinvolta anche dallo tsunami. I suoi abitanti, inoltre, sono per lo più poveri pescatori e le loro case non hanno resistito.

Come stanno avvenendo i soccorsi?

Nelle zone più accessibili l’esercito è stato molto rapido nel fornire aiuto alle popolazioni. La cosa più complicata è raggiungere i piccoli villaggi, data la difficoltà nelle comunicazioni. C’è ancora gente senz’acqua, luce e telefono. Tuttora, vivono accampati nelle tende per paura di nuove scosse. A questo si aggiungono numerosi problemi sanitari. Nel frattempo, i più fortunati stanno donando sangue e raccogliendo cibo e vestiti per chi ne ha bisogno.

In Italia, si sta parlando poco del terremoto in Cile rispetto al sisma di Haiti. Cosa ne pensi?

È difficile comparare le catastrofi. L’unica differenza con Haiti sta nel fatto che il Cile ha già vissuto situazioni simili. C’è pertanto una certa cultura sismica. Gli edifici sono più resistenti di quelli di Haiti ma ciò non vuol dire che non ci siano popolazioni devastate: tra queste, quelle di contadini e pescatori, le cui case sono patrimonio architettonico delle colonie . Nelle zone urbane, invece, i problemi sono sorti per la violazione delle norme antisismiche.

State ricevendo aiuti dalle popolazioni limitrofe?

Sì, in particolar modo da Argentina, Perù e Uruguay. Anche la Bolivia sta facendo la sua parte, nonostante ci sia una certa rivalità con noi, dovuta a questioni territoriali (la Bolivia rivendica dei territori cileni con sbocco sull’Oceano, che un tempo le appartenevano, ndr). Il Presidente boliviano ha donato al Cile parte del suo stipendio. Poi, ci sono l’Australia e alcuni Stati europei come la Spagna. In più, abbiamo organizzato un Telethon, “Chile ayuda a Chile”, a cui hanno partecipato il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon, la presidente uscente Bachelet e il presidente eletto Pinera, oltre a numerosi artisti. L’obiettivo era di raggiungere la somma di 15 miliardi di pesos, circa 20 milioni di euro ma le donazioni hanno superato la quota di 33 miliardi di pesos. (Tra queste, i 500 mila dollari della Fondazione Isabel Allende, ndr).

Quali organizzazioni si stanno occupando di raccogliere fondi?

“Un techo para Chile” (“Un tetto per il Cile”, ndr), per esempio, aiuta le persone che hanno subito danni, ricostruendo in poche settimane le loro case. Ma non ci sono solo le organizzazioni. Anche noi comuni cittadini ci stiamo dando da fare, donando parte dei nostri acquisti: latte, farina, pane prima di tutto.

Insomma, da quanto mi dici il Paese si è unito per superare questo momento difficile…

L’idea è che il Cile sia forte. Dopo essere caduti, dobbiamo rialzarci più uniti di prima, grazie alla solidarietà reciproca.

Cosa hai provato la notte di quel terribile 27 febbraio quando c’è stata quella forte scossa?

Stavo dormendo però mi sono svegliata qualche secondo prima perché ero scomoda. Ho aperto gli occhi e ho cominciato a sentire che si muoveva tutto. Tutta la mia famiglia si è precipitata giù dai letti. Ci siamo riparati sotto le porte per sicurezza ma non smetteva più. Io e mia sorella ci siamo abbracciate e così anche mia madre e mio padre. Nel momento più forte della scossa sono caduti per terra i piatti in cucina. Poi se n’è andata via la luce e sono suonati gli allarmi. Ci siamo vestiti e siamo usciti di casa, portando con noi torce e borse. La casa continuava a muovesi da sola. Per strada, un sacco di gente in pigiama.

Quanto ci vorrà prima che Temuco torni a essere completamente operativa?

Spero poco tempo. Per quanto riguarda l’università che frequento, alcuni edifici sono pericolanti perciò le lezioni, che sarebbero dovute cominciare l’8 marzo, riprenderanno giovedì prossimo. In questi giorni si stanno mettendo in sicurezza le aule. La stessa cosa vale per scuole e collegi. Per non parlare poi di strade, ponti, supermercati e chiese. L’ospedale ha due piani distrutti. Si tende a demolire e ricostruire tutto da capo.

Constanza ci tiene affinché tutto il mondo sappia cosa stanno passando i suoi connazionali più sfortunati. A lei e alla sua famiglia è andata bene e la sua casa non ha subito gravi danni ma il suo pensiero va spesso a chi è ancora senza un tetto. “Aiutateci dall’Italia. Il Cile ha bisogno anche di voi”, ci dice.

Un modo semplice e immediato è mandare un sms destinato alla Croce Rossa italiana al 45555 al costo di 1 euro da numeri Wind e 3. Inoltre, è possibile fare una donazione online sul sito www.cri.it (causale “Pro emergenza Cile”) o con bonifico bancatio, causale “Pro emergenza Cile” (Iban IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020). I contributi finanziari, raccolti dalla CRI, saranno impiegati a sostegno delle attività di assistenza alle popolazioni terremotate, in stretta collaborazione con la Croce Rossa Cilena e la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Foto: © Copyright by Cristobal Felipe Zamora

http://www.flickr.com/photos/italianotizie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*