La nave ammiraglia di Greenpeace nel porto di Bari

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sv-rainbow-warrior-in-full-saiIn questi giorni al porto di Bari troviamo attraccata la Rainbow Warrior, la nave ammiraglia di Greenpeace, in Italia per il tour contro il nucleare.

E’ possibile salire sulla nave per una visita guidata dalle ore 10 alle 13 e dalle 14 alle 19 del 27 e 28 Marzo 2010. Partecipando all’open boat è possibile entrare in contatto con l’equipaggio internazionale di Greenpeace, visitare l’interno della nave e conoscerne la storia.

Greenpeace ha scelto Regione Puglia per concludere il suo tour Nucleare perché questa ha dato un ottimo esempio approvando una legge regionale che esclude il nucleare in Puglia, norma contro la quale il Governo ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale.

Come nasce la Raimbow Warrior?

Verso la fine del 1977 Greenpeace, acquistò un peschereccio e lo chiamò “Rainbow Warrior”, ispirandosi ad una profezia degli indiani Cree, secondo cui sarebbe venuto un tempo in cui la terra sarebbe stata depredata di tutte le risorse, i fiumi avvelenati e i cervi sarebbero morti a migliaia. Ma un attimo prima che fosse troppo tardi, gli indiani avrebbero recuperato il loro spirito e insegnato ai bianchi il rispetto per la Terra, e insieme sarebbero diventati i “Guerrieri dell’Arcobaleno”, appunto Rainbow Warriors. La “Rainbow Warrior”, originariamente chiamata Sir William Hardy, era stata costruita nel 1955. Lunga 43,92 metri e larga 8,42, è stata la prima nave a doppia alimentazione (diesel e elettrica) costruita in Gran Bretagna.

Nel 1985, la “Rainbow Warrior” fece vela verso l’atollo di Rongelap, nel Pacifico, per portare a termine l'”Operazione Exodus”: l’isola di Rongelap era stata infatti colpita dalle radiazioni dei test nucleari condotti dagli americani dal 1948 al 1956 e tra i suoi abitanti si riscontrava un’incidenza altissima di cancro alla tiroide, di leucemia e di malformazioni fetali. Su richiesta dei rappresentanti di Rongelap al Parlamento delle Isole Marshall, Greenpeace acconsentì ad evacuare l’intera popolazione dell’isola nella più salubre isola di Mejato. Dopo aver portato a termine la missione, la “Rainbow Warrior” si diresse verso Auckland, in Nuova Zelanda, in attesa di fare rotta per Moruroa ma non vi arrivò mai. Il 10 Luglio 1985, quando mancavano dieci minuti alla mezzanotte, due esplosioni squarciarono lo scafo della nave ormeggiata nel porto di Auckland. La nave affondò e un fotografo di Greenpeace, Fernando Pereira, rimase ucciso.

Nel 1987 Greenpeace acquista una nuova imbarcazione: la Rainbow Warrior 2, una nave fornita di vele comandate meccanicamente per risparmiare carburante. La nave viene varata ad Amburgo il 10 luglio 1989, dopo due anni di rifiniture. Costruita nel 1957, la nuova Rainbow è lunga 55,20 metri e larga 8,54. La sua velocità di crociera è di 10 nodi. La nave ha spazio sufficiente per un equipaggio di 30 persone e può navigare ininterrottamente per 30 giorni.

Dopo due anni di lavori e di riparazioni la nave fu pronta per l’azione. Subito dopo il suo varo ufficiale la “Rainbow Warrior” è partita per un tour d’informazione per l’Europa. Nel 1990 la “Rainbow Warrior” ha dedicato molto tempo alla campagna “Pulp and paper” (carta e cellulosa) negli Stati Uniti e in Canada. Nel 1992 ha partecipato alla campagna contro i test nucleari francesi a Mururoa. Nello stesso anno la “Rainbow Warrior” ha eseguito il primo tour di Greenpeace in America Latina, durante il quale la nave ha fatto una lunga sosta a Rio de Janeiro per porre l’attenzione pubblica sul vertice mondiale del ’92. Quindi la “Rainbow Warrior” è stata impegnata nella campagne nucleare, pesca e foreste nella costa dell’estremo oriente russo. Nel 1993 la “Rainbow Warrior” ha intrapreso un “Tour delle città e della costa” in Australia, prima di incrociare l’Oceano Indiano e il Mediterraneo.

Nel 1995 la “Rainbow Warrior” ha preso parte alla “flotta della pace” per protestare contro i test nucleari francesi a Mururoa. Commandos francesi hanno abbordato e occupato la “Rainbow Warrior” nelle acque territoriali della Polinesia francese il primo settembre, danneggiando gravemente le strutture della nave che non è stata rilasciata fino al marzo 1996. Nel 1999 la “Rainbow Warrior” è stata impegnata nel tour nel Mediterraneo che ha toccato 12 porti – tra i quali quello di Venezia – e che è terminato a ottobre a Malta, dove si è tenuta la conferenza delle parti contraenti della Convenzione di Barcellona per la protezione del mar Mediterraneo dall’inquinamento provocato dalle attività umane. A cavallo tra il 1999 e il 2000 la Rainbow è stata impegnata in un tour in Asia contro l’inquinamento da sostanze tossiche.

Attualmente la nave è impegnata nel tour contro il nucleare.

Fonti: Greenpeace

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