Le “ Rivoluzioni colorate” del XXI secolo

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res shirtNel secolo scorso vi sono state molte rivoluzioni (in Messico, Russia, Cina, Cuba  Viet-nam ma un po’ dovunque) ed erano caratterizzate dalla insurrezione armata di una parte politica e sfociava, in genere, in una sanguinosa e tragica guerra civile,  spesso sotto forma di guerra per bande ( guerriglia, come teorizzava il Che). Perfino in Italia le Brigate Rosse si illusero di poter fare scoppiare la  Rivoluzione.

Ma nel nuovo millennio e nel nuovo secolo quel tipo di Rivoluzione (intesa  come guerriglia o guerra  civile) pare essere stata sostituita da quelle che vengono definite “rivoluzioni colorate”.

Non più azioni di terrorismo. di  guerriglia ed  attacco armato ai vari Palazzi di Inverno: invece a attaccare i palazzi del potere sono grandi folle di cittadini senza armi che si riconoscono adottando un  come simbolo un colore e o un fiore.

Ne facciamo un elenco non esaustivo:

  • La Rivoluzione delle Rose in Georgia (2003),
  • La Rivoluzione Arancione in Ucraina (2004),
  • La Rivoluzione dei Tulipani in Kirghizistan (2005) (poi abbattuta in questi giorni da altra rivoluzione con gli stessi caratteri),
  • La Rivoluzione dei Cedri in Libano (2005),
  • La Rivoluzione dello Zafferano in Myanmar (2007),
  • La Rivoluzione Verde in Iran (2009),
  • La Rivoluzione delle  Camice Rosse in Thailandia (2010).

In tutti questi casi e in quelli similari l’azione della folla  non è violenta e anche se vi sono poi delle vittime  negli scontri con le forze dell’ordine o con gli oppositori tuttavia non sono le armi ad definire  l’esito degli avvenimenti come  avveniva  invece nelle rivoluzione dell’900. A un certo punto se queste manifestazioni riescono ad avere l’appoggio della maggioranza dei cittadini anche l’esercito si ritira o passa dalla parte dei dimostranti.

In questo nuovo tipo di rivoluzione internet gioca un ruolo essenziale come mezzo di richiamo e di aggregazione sostituendo quindi la comunicazioni radio televisive che sono in genere in mano al potere.

In linea generale questi movimenti si ispirano alle democrazie occidentali di cui sostengono  la visione democratica: ma questo non è un discrimine necessario.

Va pero  pure notato che non tutte le rivoluzioni di questi anni sono pacifiche “rivoluzioni colorate”  ma ne permangono anche di sanguinosissime (soprattutto nel mondo arabo e in africa:Iraq, Afganistan, Sudan, Congo, Uganda) e che, peraltro, anche nel secolo scorso vi furono rivolgimenti rivoluzionari con mezzi pacifici: oltre al classico esempio  di Gandhi anche la caduta del muro di Berlino  e del comunismo europeo fu del tutto pacifico e perfino la rivoluzione islamica che abbattè lo Shah in Iran fu essenzialmente opera di folle inermi contro cui nulla potè  quello che era considerato il quarto esercito del mondo.

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Un immagine delle Camice Rosse in Thailandia

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