25 aprile, giornata di lutto per la Costituzione perduta

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partigianiIl 25 aprile di quest’anno arriva in un paese inquieto turbato da eventi che ne hanno  minato  l’unità e la coesione. Non credo sia opportuna una celebrazione unitaria mettendoci dentro tutti, anche coloro che non si sono mai riconosciuti e non si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza e racchiusi nella Costituzione. Le forze che fecero il 25 aprile sono state sconfitte e sono diventate minoritarie ed in preda al disorientamento e a vere e proprie crisi di identità. Il coacervo di forze antiresistenziali oggi maggioranza pretendono riforme con cui  cancellare i tratti fondamentali della democrazia italiana. Una forza cresciuta come un tumore nel Nord del Paese, con una lucida strategia secessionistica, usa la sua presenza nel governo per accumulare potere e sottrarre risorse al Mezzogiorno d’Italia, risorse che alimentano enormi clientele elettorali del Nord.  Ora governa il Veneto ed il Piemonte e ha già messo l’ipoteca su Milano. Chiede le Banche del Nord come compenso all’appoggio “leale” dato a Berlusconi. Il controllo leghista del Nord coincide con una decadenza dei diritti di cittadinanza. Nelle zone controllate dalla lega se non si è un elettore di Bossi si hanno minori diritti  nella fruizione dei servizi della pubblica amministrazione. Siamo al punto che viene negata la sepoltura ai musulmani e si invoca l’espulsione di tutti i meridionali a cominciare dalle scuole e dalla magistratura.
Queste forze di rottura dell’unità nazionale non operano soltanto dentro il Nord ma controllano, assieme a Berlusconi ed agli ex fascisti il Paese. Realizzano politiche e riforme che discriminano e colpiscono gli stranieri, i lavoratori, la scuola, il Sud. Quest’anno spariranno altri 40 mila insegnanti. Con le nuove leggi sul lavoro si realizzeranno strumenti di espulsione dalle aziende che permetteranno alle imprese di selezionare la manodopera anche su base etnica. L’abolizione dell’art.18 si iscrive nel disegno di razzismo regionale dal momento che priverà di difese i lavoratori in atto occupati.
La principale forza politica che dovrebbe garantire la difesa della Costituzione è in preda ad una schizofrenia che ne distrugge l’identità. Finirà con il partecipare, come sollecita il Capo dello stato, alle riforme che vuole la destra italiana. L’Italia perderà i suoi presidi democratici: la Corte Costituzionale e la Magistratura. Il Parlamento è già stato ridotto a mero orpello del Governo. La sinistra vi è stata esclusa con un colpo di mano bipartisan.  Il PD ha fatto proprie le politiche leghiste law end order con due leggi sulla “sicurezza” che hanno stravolto il diritto. L’Italia ha lager per stranieri tra i più immondi del pianeta forse non molto al disopra di quelli della Libia e carceri popolate in gran parte da stranieri dove il suicidio è quasi un evento quotidiano.
Bisogna fare di questo 25 aprile una giornata non di festa ma di lutto. Lutto per la libertà e la democrazia perdute, lutto per le leggi che rendono penosa la condizione dei lavoratori e che hanno il consenso di tutta l’Oligarchia, lutto per leggi elettorali che privato la cittadinanza del diritto di eleggere i suoi rappresentanti, lutto per le riforme prossime venture che ci faranno rimpiangere financo lo Stato Umbertino. Lutto per i massacri ai quali partecipiamo nelle guerre coloniali dell’Occidente, lutto per la sostituzione ai martiri della Resistenza e della Libertà dei  repubblichini di Salò. Non più le vittime jugoslave della ferocia fascista, non più il ricordo degli orrori della risera di SanSabba
Dall’Europa non giungono segnali incoraggianti. In Ungheria tornano i nazifascisti che furono tra i più feroci tra la prima e la seconda guerra mondiale. La Polonia sta deificando un individuo morto probabilmente per la sua arroganza dandogli sepoltura nel Pantheon della Patria. Un individuo che ha schedato tutti i cittadini, processato e dimezzato la pensione al Generale Yeruzeski vero eroe della nazione polacca.

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