Gelmini:”riforma delle riforme”

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Grande retromarcia del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini Con la “ riforma delle riforme”. Fino a qualche giorno fa il Ministro si era detta favorevole ad un ddl riguardante il reclutamento e la valutazione degli insegnanti, per garantire la continuità didattica e il miglioramento della qualità dell’insegnamento, il tutto in sintonia con le richieste della Lega di regionalizzare le graduatorie.

Probabilmente viste le tensioni di questi giorni in seno alla maggioranza, la Gelmini torna sui suoi passi e in un’intervista al settimanale Panorama afferma che non è detto che si arrivi agli albi regionali, tanto richiesti dalla Lega, e rilancia invece il sistema premiante.

Le parole del Ministro fanno pensare che esiste ancora qualche speranza di salvezza per i precari della scuola e lancia quella che lei stessa definisce una grossa sfida per i sindacati. Sembra, infatti, che gli stessi rappresentanti dei lavoratori potranno in qualche modo concertare l’introduzione dl nuovo modello di reclutamento del personale, che non verrebbe dunque imposto dall’alto.

Nell’intervista al settimanale, Gelmini è anche tornata sugli annunciati aumenti agli insegnanti, ma solo “quelli bravi” attraverso un ddl, pronto per l’autunno, che dovrebbe rivoluzionare la scuola.

Già 20 mesi fa il ministro Gelmini, durante la trasmissione “Porta a Porta”, rese nota l’intenzione di voler introdurre il modello premiante che avrebbe dovuto auto-finanziarsi trattenendo nella scuola circa un terzo dei risparmi ottenuti dalle Finanziarie tagli-posti e che avrebbe portato nelle tasche dei docenti più bravi e qualificati tra i 5 e i 7 mila euro lordi. I premi, aveva assicurato Gelmini, sarebbero scattati già a partire dal 2010-2011, annunciando tre fasce di merito: minimo, medio, massimo.

Ora, il Ministro ha anche reso pubblica la quota complessiva dei beneficiari, individuati attraverso apposite commissioni, dell’incremento di stipendio: riguarderà 120-150.000 insegnanti italiani.

A questo punto due i punti su cui si pone l’accento: da un lato un avanzamento degli insegnanti legato alla carriera e non all’età di servizio, dall’altro un sistema di valutazione avanzato che  consenta di ridistribuire i risparmi in termini meritocratici.

E’ probabile, dunque, che l’argomento “aumenti” diventi uno dei temi al centro della trattativa per il rinnovo del contratto di categoria, scaduto da quasi quattro mesi e che per legge dovrebbe essere avviata entro la fine di maggio.

L’attesa ancora una volta la fa da padrona…e noi aspettiamo.

Fonte: Tecnica della scuola.it

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