Il Ragusa Rugby sconfitto in finale da Anzio

Print Friendly, PDF & Email

comitinimischiaCiò che doveva accadere è accaduto: la Neroniana di Anzio ha vinto la finale regionale dei play off per la promozione in serie B. Ma, nonostante il punteggio sia severo (51 a 0), i ragusani hanno disputato una splendida partita riuscendo, per larghi tratti, a giocare alla pari con i laziali.

A un primo tempo di marca portodanzese ha fatto seguito un secondo più equilibrato nel quale, se gli azzurri avessero marcato una o due mete, nessuno avrebbe gridato allo scandalo.

E dire che l’arrivo allo stadio “Carnei” di Lamezia era stato da ansia per l’intera comitiva azzurra.

Partiti alle 6,30 da Ragusa, gli iblei hanno dovuto prima fare i conti con una frana sulla Reggio Calabria-Salerno che li ha costretti a deviare sulla statale ionica; poi con una pattuglia della Polizia Stradale, e il conseguente stop di circa mezz’ora; infine con la carenza di indicazioni stradali e la perdita di tempo per la ricerca della “giusta via”. Risultato: la comitiva è arrivata allo stadio alle 14,45 (l’inizio dell0incontro era stato fissato per le 14,00) e ha potuto giocare la partita solo grazie alla sportività della squadra laziale e all’elasticità dell’arbitro, l’ottimo signor Raffaele Di Blasi di Torre del Greco, che ha interpretato il regolamento in maniera estensiva.

Così, i ragazzi di mister Gurrieri si sono trovati catapultati in campo che non erano ancora scesi dall’autobus e senza aver potuto riscaldarsi.

La conseguenza di tutto ciò è stato un inizio di partita che definire difficile vuol dire minimizzare: nemmeno il tempo di partire che già la Neroniana va in meta. Touche nella metà campo iblea, palla conquistata dagli avanti bianchi che spingono fino ad entrare in area di meta. L’estremo Fabiani trasforma. 7 a 0.

I laziali dominano e l’Oncoibla prova a rintuzzare, senza troppa fortuna, gli attacchi avversari.

Nel giro di 10 minuti subiscono altre due mete, senza riuscire ad arginare il veemente gioco dei laziali che mettono in mostra una superiorità fisica e tecnica in tutti i reparti.

I minuti passano ma il copione dell’incontro non cambia. La Neroniana sembra giocare al tiro al piccione e quasi ad ogni azione riesce ad impallinare la difesa ragusana.

Nella seconda metà del primo tempo i laziali violano ancora 4 volte l’area di meta azzurra.

L’ottava meta arriva in pieno recupero, quando lo scatenato centro laziale Cappelletti, da metà campo, calcia a seguire per se stesso, riesce a raccogliere il pallone e s’invola verso l’area di meta. Subito dopo la trasformazione dell’apertura Bogdan l’arbitro fischia la fine della prima frazione di gioco, con gli iblei psicologicamente provati per il mortificante punteggio, subito pur senza troppo demerito. Troppo grande la differenza tra le due squadre, almeno nei primi quaranta minuti.

Alla ripresa delle ostilità, invece, il XV azzurro sembra un altro. Gli iblei giocano meglio e tengono in mano il pallino del gioco. Al 47°, però, per aver scalciato un avversario in  ruck, l’arbitro mostra il cartellino giallo a Lo Presti. Si teme la replica del primo tempo e invece gli azzurri, nonostante l’inferiorità numerica, macinano gioco e si rendono a tratti pericolosi.

Le lancette dell’orologio girano, le azioni si susseguono, ma il risultato resta bloccato. In un paio di occasioni l’Oncoibla Padua avrebbe l’opportunità di segnare ma, vuoi per precipitazione, vuoi perché il pallone è una saponetta a causa della pioggia caduta su Lamezia nei giorni precedenti e che a tratti continua a cadere copiosa anche durante l’incontro, non riesce a cancellare lo zero dal proprio tabellino.

Per contro, sono i laziali ad innervosirsi, forse perché pensavano di poter ulteriormente arrotondare il punteggio e invece si sono trovati di fronte una squadra diversa da quella affrontata nel primo tempo. Così nelle ruck vola qualche pugno di troppo ma è bravo l’arbitro a mantenere l’incontro sui binari della correttezza.

In questa fase salgono in cattedra Paolo Iacono, che contrattacca a ogni pallone che riceve, e Lorenzo Castiello che si erge a muro difensivo, placcando tutto ciò che si muove, e che a fine partita risulterà il migliore in campo.

Nel’ultimo quarto mister Gurrieri fa uscire gli stremati Migliorisi, Castiello, Denaro Carbonaro e Solarino per Di Mauro, Tumino Stefano, Nobile e Maugeri (alla sua ultima partita per raggiunti limiti di età) e Leggio. La musica però non cambia: i ragusani continuano a fare gioco e a mancare la marcatura sempre per un non niente. Ad onor del vero, anche i laziali, in questa fase, vanno diverse volte vicini alla meta ma la strenua difesa azzurra glielo impedisce.

Al 74°, invece, arriva nona meta della. L’azione prende il via da una touche lanciata sui 22 azzurri e la meta viene segnata da Lorenzoni che è bravo a fare sua la palla e a infilarsi nella maglie difensive iblee. Marcellini trasforma. 51 a 0.

Poi non succede più nulla. I ragusani provano fino alla fine a marcare la meta della bandiera ma la difesa laziale è impenetrabile.

E al fischio finale abbracci e pacche sulle spalle tra tutti i trenta giocatori in campo. Parole di soddisfazione anche da parte dei due allenatori.

Michele Cuttitta: «Avevo chiesto ai miei ragazzi di dare continuità al gioco e ci siamo riusciti soprattutto nel primo tempo, Nel secondo abbiamo avuto un calo, forse dovuto all’appagamento. Il Ragusa comunque non è stato a guardare. È una squadra tignosa, giovane, che ha tempo per migliorare e poter dire la sua anche a questi livelli. Per noi invece adesso comincia la parte più difficile della stagione».

Peppe Gurrieri: «Innanzitutto devo ringraziare la Neroniana perché ci hanno permesso di disputare l’incontro, nonostante il ritardo con il quale siamo arrivati al campo. Riguardo alla partita, sono contento per come abbiamo giocato, nonostante di fronte avessimo una signora squadra, molto ben organizzata. La Neroniana ci è superiore sia tecnicamente che fisicamente, ma ciò nonostante, almeno nel secondo tempo, abbiamo giocato alla pari. Non bisogna dimenticare che ci confrontavamo con un XV che ha un’esperienza di gran lunga superiore alla nostra. È questo ha fatto la differenza. Ma se consideriamo che a inizio campionato non eravamo nemmeno sicuri di poter schierare una squadra, i risultati ottenuti in questa stagione hanno un che di miracoloso. E dire che qualcuno ci aveva definiti “una squadra di nani”. Eppure, nonostante si sia dei nani (noi pensavamo di essere dei puffi, visto che vestiamo l’azzurro) siamo riusciti ad arrivare alla finale regionale dei play off che vuol dire, in un’ipotetica classifica delle migliori squadre del centro-sud Italia, essere al secondo posto. Scusate se è poco».

(Nella foto, Giorgio Comitini introduce in mischia)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*