Sogni di Cartone

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n140235946746_7610Una scoperta casuale, una pagina di Facebook condivisa da un amico: avida di curiosità sono entrata. Così ho conosciuto Mauro Antonio Albrizio e il suo primo libro Sogni di Cartone.

Mauro Antonio Albrizio è un medico, con un curriculum di quelli tosti, sudato riga per riga e non comprato con i soldi di papà, Mauro è un ballerino di salsa, Mauro è un cacciatore di polpi, Mauro è uno “sciupa femmine” incallito.

Mauro Antonio Albrizio si racconta in un libro semplice, scorrevole, accattivante, non una noiosa biografia ma un’analisi degli anni fondamentali della sua vita, vissuti intensamente e molto spesso superficialmente.

Sogni di Cartone si divide in soli tre capitoli in cui l’autore parla dei suoi grandi amori: le donne, la difficile carriera medica e l’analisi introspettiva della sua vita che, da un certo punto in poi, cambia totalmente registro.

Mauro aiutato dalla psicologia diventa spettatore della sua vita, spogliandosi di se stesso riesce a comprendere il perché di tanti comportamenti troppo spesso ripetitivi ed insidiosi. Il cerchio si chiude alla fine del libro esattamente dove tutto era iniziato lasciando il lettore sconcertato e commosso.

Se nel primo capitolo il pubblico, specialmente femminile, rimane indignato di fronte alle argomentazioni dell’autore e punta l’indice contro di lui, alla fine non si può fare a meno di versare qualche lacrima in un crescendo di emozioni. Improvvisamente gli accusatori diventano gli accusati e ci stendiamo anche noi con Mauro sul comodo lettino vicino alla finestra nello studio di una psicologa.

Anche noi comprendiamo, anche noi ricordiamo, anche noi diventiamo attori della nostra vita, alla ricerca dei perchè nascosti, che finora non avevamo neppur lontanamente considerato.

Anche noi come Mauro riempiamo la nostra valigia di cartone, piena di sogni, di amarezze, di vittorie, di sconfitte, di gioia e di dolore, ce la trasciniamo dietro tutta la vita, ogni giorno è più pesante, ma è giusto così: “Non c’è differenza tra un minuto e una vita…sono entrambi due brevissimi periodi di tempo…bisogna fare il possibile per goderseli…”

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