Matrix celebra i 20 anni di Beautiful

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Un Alessio Vinci versione “frivola”, nella puntata di Matrix, Canale5, ci  ha fatto compiere un salto indietro nel tempo, riportandoci a quel fatidico 4 giugno 1990. Data legata alla prima messa in onda della soap opera: Beautiful, che sarebbe diventata il più grande e ripetitivo appuntamento televisivo italiano. Centinaia di puntate hanno scandito i pomeriggi di 5000milioni di spettatori ogni giorno.

La prima puntata recava con sè il sapore dell’incerto e dell’emozione. Sicuramente nessuno dei protagonisti avrebbe potuto immaginare che in quello studio di interni televisivi avrebbe trascorso 20anni.

Confesso, (senza sensi di colpa e senza alcuna sofferenza),  che dopo la prima naturale curiosità, non ho più seguito le vicende della famiglia Forrester e ignoro  totalmente l’avvicendarsi dei loro intrecci  amorosi.  Ciò non toglie che sono a conoscenza del fenomeno che lega e appassiona milioni di telespettatori e che si dimostra essere anche l’occasione per accesi dibattiti  fra colleghi di lavoro…

Perché il pubblico da anni ne è così affascinato?

Forse inizialmente la bellezza dei protagonisti ha giocato un ruolo determinante, innegabile anche la genialità degli autori che hanno sviluppato una trama che è in grado di reggere l’attenzione su argomenti quali: amori e  tradimenti. Ci siamo inoltre nel tempo abituati alla sua ineluttabilità appagante, infine  nessuno muore anzi se per caso capita si è pronti immediatamente alla  sua resurrezione.

Il successo è confermato anche dalla distribuzione in 126 paesi, 126 popoli diversi, ugualmente   accomunati dalle storie di amori, matrimoni, divorzi, morti, vendette in un complicato intreccio nel quale è veramente difficile districarsi  e ricordarne l’evoluzione.

Se pensiamo che il fenomeno è legato anche all’organizzazione di incontri pubblici che si dimostrano  come vere occasione per vedere dal vivo i personaggi, farsi fotografare, farsi dedicare autografi e persino acquistare tramite aste oggetti di scena, la cosa assume anche l’aspetto psicologico del mito.

La mia posizione riguardo alle vicende che si snocciolano quotidianamente è inesorabilmente legata all’idea dell’assurdo, paradossale, inverosimile e interminabile racconto, con l’aggravante del lento, ripetitivo e infinito appuntamento, che mette a dura prova la mia concezione di resistenza psichica ad un racconto e che mi porta ben lontano dal coinvolgimento.

Questa storia infinita di infedeltà in realtà appassiona anche per il suo lato incestuoso e da sempre qualsiasi forma di trasgressione affascina l’uomo, per non parlare della mancanza di moralità che risulta essere un  fattore determinante  in grado di  incollare  al teleschermo.

Ci sono corna che si rigenerano continuamente, senza che ciò susciti la benche’ minima reazione, tutto è accettato silenziosamente. Un padre in continua competizione con i figli, che infrange tute le regole manifestando una patologia incestuosa, una madre che controlla e domina su tutti, il figlio maggiore in cerca continua di una figura femminile degna di sostituire quella  materna, sua moglie che da brava narcisista, arrampicatrice sociale parte alla conquista di uno status, per finire con il secondogenito, fragile, che non ha ricevuto la stima né dal padre né dalla madre, con l’eterna e irrisolta sindrome del secondo. Sono questi in sintesi  gli ingredienti della soap più seguita della nostra storia televisiva e a questo quadro non ho null’altro da aggiungere se non che: il mondo è bello perché vario!

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