Flessibilità dello yuan e concorrenza sleale

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La Cina ha annunciato che  consentirà gradualmente, nello spazio di due anni,  un tasso di cambio più flessibile per la sua valuta, provvedimento gradito  ai grandi partner commerciali e al FMI.
Secondo  il comunicato cinese l’economia globale sta gradualmente riprendendo, il recupero e la ripresa dell’economia cinese è diventata più solida, con una maggiore stabilità economica ma ha escluso ogni rivalutazione una tantum o un apprezzamento dello yuan su larga scala.

La Cina  ha mantenuto lo yuan rispetto al dollaro a tasso fisso per aiutare i produttori cinesi nella debole domanda mondiale a seguito della crisi finanziaria 2008, ma è sottoposto alla pressione degli Stati Uniti e degli altri partner commerciali che sostengono che lo yuan è sottovalutato e dà agli esportatori cinesi un vantaggio ingiusto: mantenendo lo yuan artificialmente a buon mercato nei confronti del dollaro, la Cina rende le sue  importazioni più convenienti  e per i consumatori occidentali e  nel contempo le loro esportazioni   più costose per i  Cinesi.

L’annuncio di Pechino, pure accolto con favore tuttavia non soddisfa molti critici  che  considerano questa dichiarazione vaga e limitata; non si ha ancora la sensazione che i cinesi inizino a giocare con le regole comuni.
La Cina, che ha tenuto lo yuan a circa 6,83 per un dollaro dal luglio 2008,come difesa e fonte di stabilità durante la recente crisi finanziaria mondiale, è stata oggetto di severe critiche provenienti dall’estero per  il suo eccesso di esportazione.

Ma a prescindere del fatto monetario le diversità delle  condizioni dei lavoratori sia sul piano retributivo che su quello normativo danno alla produzione cinese un vantaggio eccessivo per il  quale si può parlare di concorrenza sleale.

2 commenti

  1. ,2 miliardi di euro e noi si continua a consumare a debito !
    Quello che è grave però è che tra questo mare di incompetenza e irresponsabilità da parte di chi comanda e da parte di chi ci informa, ci sia qualcheduno che ha capito tutto e non fa nulla pur avendo i mezzi ed il potere per influenzare i grandi che decidono.
    Il primo tra tutti è Il Signo Ministro Giulio Tremonti, del quale ho letto tutti i principali libri.
    Potessi fargli arrivare questa mia voce gli chiederei:
    “Signo Ministro, perchè all’interno dell’Europa, dell’Ecofin, del G7 ecc. non punta i piedi e chiede che si rimettano immediatamente le quote di mercato con la Cina ?”
    Questo è IL VERO PROBLEMA dell’occidente: come si può pretendere a noi imprenditori di vendere i nostri prodotti nel mercato libero mondiale, dovendo combattere coi proodotti cinesi che di libero non hanno niente ?
    Come è possibile che l’occidente abbia fatto entrare la Cina nel WTO non avendo nessuna ( o quasi) regola del lavoro o di libero mercato finanziario ?
    Come fanno a dire i cinesi che la gestione dell Yuan è di competenza e sovranità nazionale, quando con quel cambio e quelle loro regole, hanno messo e continuano a mettere alla fame l’intera America ed Europa ?
    Basterebbe che chi comanda ed i giornalisti andassero in Cina qualche volta e capirebbero tutto, ma il dramma è lì:stanno sulla poltrona, la difendono, vanno in viaggio in missione od in delegazione e non si rendono conto di niente..
    Spero qualcheduno mi risponda esaurientemente. Grazie.

  2. Non so perchè sopra la prima parte della mia osservazione all’articolo sulla flessibilità dello yuan cinese non sia passata:
    Comunque brevemente avevo scritto che sono basito nell’osservare che si continua da parte dei politici e dei giornalisti occidentali (America e d Europa) a parlare di tutto e di qualsiasi scemenza dando un ‘importanza molto relativa a questi fatti, considerando che se siamo in piena crisi economica dal 2002 e non dal 2008 (non è una crisi finanziaria come tutti dicono dal 2008)lo dobbiamo al 90 % all’entrata della Cina nel WTO, dopo che Prodi come presidente della commissione europea nel dicembre del 2001 firmò a Pechino tale accordo.
    In sintessi non si lavora più perchè tutti gli ordini vanno in Cina in ogni settore non solo quelli maturi anche nelle medie e medio-alte tecnologie, perchè siamo vittime di una concorrenza disonesta, con noi imprenditori occidentali che dobbiamo calcolare nei prezzi mille costi e regole e dall’altra parte si fa produrre nelle carceri o senza riscaldamento o aria condizionata nelle fabbriche, oltre che stipendi risibili, nessun diritto, semischiavitù ecc.ecc.
    Inoltre si permette di tenere vincolato lo Yuan senza imporre alla Cina di metterlo sul libero mercato, dato che la stessa ha preteso di entrare nel libero WTO.
    Noi occidentali mandiamo in Cina soldi a valanga facendo debiti giganti e la Cina risparmia giornalmente 1,2 miliardi di euro.
    Presto avremo la guerra tra poveri senza più soldi per gli ospedali, le pensioni, le strade, la polizia, senza futuro per i nostri figli e nipoti e succederanno fatti peggiori che in Grecia!
    A proposito, lo sapete tutti che lo sfruttamento del porto greco del Pireo è stato “affittato” per 35 anni dai cinesi ?
    Fino a quando dovremo sopportare simile incompetenza ed ottusità di chi ci comanda ?
    Vorrei comunque fare una precisazione:
    Io non ce l’ho affatto con il popolo cinese anzi, ce l’ho con l’irrazionalità e la scelleratezza di simili decisioni macroeconomiche tipo appunto l’entrata della Cina nel WTO senza che i nostri governanti richiedessero contropartite e senza prevedere la catastrofe che è successa e che ci porterà alla povertà.
    Saremmo ancora a tempo a rimediare, il problema è l’ignoranza di Prodi e compagni.

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