Una Sicilia danzante recita e canta la “Passione”

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laura

Ci troviamo al Teatro Comunale di Trecastagni in provincia di Catania in un sabato sera dall’aria fresca, nonostante sia alle porte la caldissima estate siciliana.

Calda e accaldata come la passionalità di una “Terra di Focu” che brucia di fervida arte le vene dei suoi abitanti. In “La

Ballata dell’Isola” assistiamo rapiti ad una vera e propria “dichiarazione d’amore” alla propria terra, come giustamente scrive nella brochure di presentazione la bravissima regista Gisella Calì.

Protagonista e ideatrice dell’intero musical è Laura De Palma, cantante dalla potente voce già vincitrice di due premi intitolati alla compaesana Rosa Balistreri, premio che vanta anche la “cantantessa” Carmen Consoli.

Un musical dalla struttura importante a partire dalla suggestiva scenografia di Carmelo Miano, una Trinacria al centro del grande palco con il Mongibello (vulcano Etnea) fumante e due colonne laterali con relativi capitelli una delle quali spezzata a simboleggiare una storia antica, orgogliosamente imponente. La coreografia del passo a due è di Angela Marchese, fonica e luci di “art Music Service”, costumiste Maria Cozzubbo e Dora Trovato, l’assistente alla regia è Agata Sardo.

I bravissimi musicisti alle spalle dell’intera impalcatura scenica e degli attori in piena attività sono: Tony Granata al violino, Franco Pennisi alla chitarra e al basso, Roberta Pennisi al violoncello, Flaminia Castro alla chitarra e alle percussioni, Mamadou Mbaye alle percussioni.

La passionalità di Laura De Palma, non solo attraverso la sonorità travolgente della sua voce ma anche dalla intensa interpretazione di testi recitati di grandi nomi come Pirandello e Martoglio, travolge, commuove e catapulta in un sentimento d’amore intenso verso una terra ricca di tradizioni, contraddizioni, entusiasmi, ansie, turbamenti.

Il senso del patos, in alcuni tratti, è forte tra i pianti e gli sgomenti, nel tremore di vivere delle passioni spesso proibite e soggette ai pregiudizi e al bigottismo ottuso di concittadini fermi nella loro cattiva ignoranza. Laura De Palma ci rapisce nelle varie performance ben supportata da bravissimi artisti che fanno del musical “La Ballata dell’Isola” una vera e propria “chicca” artistica degna di un reale riconoscimento culturale: Antonio Campanella, Erika Cariotti, Dario Castro, Laura Leontini, Valentina Migliore, Wendy Pastorello, Mario Piana, Aurelio Rapisarda.

Purtroppo non ci si rende appieno conto che prima di conoscere un paese che non ci appartiene dovremmo acquistare la piena coscienza della nostra appartenenza, della nostra provenienza.

E’ un po’ come pretendere di conoscere le vite delle persone che ci circondano e sapere poco e male di quella nostra.

Un errore grossolano che ci porta e ci fa stare sempre alla superficie delle nostre vere origini sacrificando un bagaglio non indifferente di cultura e tradizioni.

La gente siciliana che non teme il duro lavoro sotto il sole cocente, che “pigghia ‘u vastuni e tira fora li renti” (prende il bastone e tira fuori i denti) senza alcun lamento, senza distrazioni superando avversità, autorità fuori misura dei datori che ledono gravemente l’umana dignità.

I ritmici, armoniosi, coordinati movimenti coreografici sottolineano la sofferenza dei lavoratori, gli spasmi d’amore, il pianto degli abbandoni, il pentimento davanti ai dogmi religiosi che colpevolizzano i comportamenti dei vari personaggi rappresentati attraverso i dialoghi recitati.

Degno di un particolare applauso è il bravissimo Dario Castro, figlio di Laura De Palma (come dire: buon sangue non mente), attore, ballerino, cantante dalla bravura che ci lascia piacevolmente sorpresi: un artista a 360 gradi che si farà strada nel panorama artistico come merita veramente. La sua è una voce calda che entra nell’anima e fa vibrare le corde delle emozioni come pochi sono capaci di fare.

Intenso il colloquio tra Laura De Palma ed Antonio Campanella, attore dalle qualità interpretative di largo respiro, di forte personalità.

A conclusione del musical, l’intero teatro gremito di gente attenta e rapita, applaude lungamente i protagonisti: musicisti, attori, ballerini, cantanti in un crescendo meritato di entusiasmo.

Ci fa rabbia riconoscere che, artiste come Laura De Palma, dalla bravura innegabile e dalla voce quasi unica, non vengano valorizzate in campo nazionale come meriterebbero.

E’ proprio vero: non esiste la meritocrazia. Il successo, oggi, premia chi non ne ha le qualità.

Laura de Palma e la sua “Ballata dell’Isola” meritano un posto d’onore nel panorama artistico dei giorni nostri.

1 commento

  1. QUESTO Sì CHE è UN MUSICAL COMPLIMENTI ALLA FOLK-SINGER LAURA DE PALMA ED ALLA REGISTA GISELLA CALI’

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