I Kim, la dinastia della follia e del terrore

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La Corea del Nord ha annunciato di voler eleggere i nuovi leader del partito in una riunione nel  mese di settembre, in una conferenza che sarà  un evento estremamente raro, dato che le due precedenti sessioni si sono tenute nei lontani anni 1950 e 1960.
Gli analisti ritengono che verrà designato come successor dell’attuale leader Kim Jong-il,  suo figlio Kim Jong-un di cui non si sa nulla, nemmeno esattamene la sua età che dovrebbe essere minore di 30 anni, un giovane che non ha alcuna esperienza di alcun tipo politico o militare.

Il fatto è che il padre appare gravemente ammalato e ha difficoltà a camminare e addirittura mettere insieme frasi in modo logico e quindi bisogna pensare alla successione.
Con la designazione del giovane Kim Jong-un verrebbe a continuare la dinastia  dei Kim, una vera e anomalia nel mondo moderno.

Benché teoricamente la Corea del nord si definisce comunista, in pratica il governo è tenuto da un dinastia che è molto simile a quelle delle dinastie divine delle antiche civiltà. Intorno ai Kim si è costruito un alone religioso e tutte le notizie sulle loro  vicende private sono praticamente un segreto di stato.

Kim Il-sung che ha tenuto il potere assoluto nel  paese dal 1946  fino alla sua morte avvenuta nel 1994 è adorato virtualmente come un dio. È stato proclamato  “Eterno Presidente”: i suoi successori quindi non sono ufficialmente capi di stato perché questo ufficio rimane sempre a lui anche se morto: un fatto davvero unico nella storia perché anche nelle civiltà della antichità nessun sovrano  lo restava per sempre ma la divinità passava ai suoi successori. Della sua vita privata si sa pochisismo  un mistero che gli analisti cercano di  diradare.

Quando Kim Il-sung è morto, il  lutto ufficiale è durato per tre anni. Gli è stata eretta  una statua enorme  di bronzo di 30 metri di altezza che domina il centro di Pyongyang, mentre il suo corpo imbalsamato è all’interno del massiccio Kumsusan Memorial Palace. La statua è meta di  pellegrinaggio per i residenti e visitatori della capitale, e almeno una volta nella vita ogni Coreano deve  rendere omaggio al suo luogo di nascita nel villaggio di Mangyongdae.
Gli è succeduto il figlio Kim Jong-il definito il “caro leader”  (il Presidente rimane sempre  il padre defunto, come detto sopra): secondo la versione ufficiale sarebbe  nato sulla cima del sacro monte Paektu il 16 febbraio 1942 – un evento segnato dalla comparsa di un arcobaleno magico matrimoniale e una stella luminosa. Rimase nell’ombra fino alla morte del padre ed era  praticamente uno sconosciuto quando arrivò al potere.
Si dice che sia come un pazzo paranoico, un playboy , un appassionato di cinema con un vasto archivio di classici di Hollywood ma in realtà nessuno sa con certezza  niente della sua vita. Alcuni dicono che si è distinto per avere organizzato sanguinosi attentati dinamitardi nel sud.
Di lui si sa che evita i viaggi aerei: in almeno due visite a Mosca negli ultimi anni, Kim ha preferito al volo di otto ore un viaggio in treno di quasi una settimana: forse ha una patologica paura di volare o teme attentati, chi sa.
In tutte le  case della Corea del Nord, uffici, negozi e persino sui muri delle carrozze dei treni, ci sono  le foto di due Kim: non tenerli in perfetta  manutenzione può portare a guai seri per il responsabile.

La filosofia guida del paese è  definita come Juche, (autonomia):  è stato introdotto perfino un calendario Juche che parte da 15 aprile 1912, data di nascita di Kim Il-sung.

Secondo una stima del Comitato statunitense per i diritti umani, in Corea del Nord ben 200.000 prigionieri politici sono detenuti in campi di rieducazione. In essi in molti casi, tre generazioni di intere famiglie sono stati rinchiusi, spesso solo per azioni percepite come un insulto ai Kim.
Alla fine del 1990 circa due milioni di nordcoreani – circa il 10 per cento della popolazione – è morto in una carestia causata da una combinazione di cattiva gestione economica e disastri naturali, ma  Kim ha rifiutato di permettere l’arrivo della maggior parte degli aiuti e quelli che sono giunti sono stati dirottati alle  forze armate.

Il regime  si regge su un sistema raffinato di terrore e di isolamento  assoluto dal resto del mondo per cui i  nord coreani non hanno  nessuna idea di quello che accade realmente nel resto del  mondo: credono ad esempio che le opere del loro leader sia conosciute e apprezzate in tutto il mondo.

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Nella foto: la statua di Kim Il-sung: si notino le proporzioni esagerate rispetto ai passanti

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