Sab. Mag 21st, 2022
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Ormai è accertato che le esplosioni nella capitale dell’Uganda, che hanno  provocato almeno  84 morti, sono opera del gruppo somalo al Shabab. A fugare ogni dubbio è stato Ali Mohamud Rage, portavoce della organizzazione che ha rivendicato la responsabilità  delle due esplosioni in Uganda in una conferenza stampa a Mogadiscio: “Ringraziamo il mujahidin che hanno effettuato l’attacco. Stiamo inviando un messaggio a Uganda e Burundi: se non ritirano le loro truppe dall’AMISOM [missione dell’Unione Africana in Somalia ], le  esplosioni continueranno “. L’obbiettivo quindi, chiaro e dichiarato, è quello di indurre i paesi africani a ritirarsi dalla  Somalia nella quale si trovano con incarico dell’ONU.

Al-Shabab è una organizzazione che è ritenuta  in stretto contato con al Qaeda o, meglio per essere precisi, che ne condivide i fini  e le strategie: come è noto, al Qaeda, praticamente non è più operante e può essere considerata solo un modello al quale si ispirano, (si  dice per franchising ) una  galassia di altre organizzazioni islamiste

In realtà non tutte le organizzazioni islamiste somale si ispirano a Bin Laden. La maggior parte di esse, come  Hizbul Islam, ha mostrato di perseguire solo fini interni patriottici con la cacciata degli stranieri e la proclamazione di un regime islamista senza peròo  essere coinvolta in una guerra grande e generale  contro l’Occidente e il resto del mondo che è invece il carattere proprio di al Qaeda. Come HAMAS mira solo alla liberazione della Palestina  cosi “Hizbul Islam” e altre organizzazioni islamiste somale   intendono solo instaurare in Somalia  un regime delle cosi dette “Corti islamiche” (cioè dei giuristi che interpretano la Sharia, la legge islamica).

La peculiarità di al Qaeda infatti non è quella di mirare a instaurare regimi di stretta osservanza islamica: ve ne sono anche in Arabia Saudita  e negli  Emirati che pure sono strettamente alleati all’America ma dalla convinzione che il ritorno a un islam puro delle origini comporti necessariamente la guerra all’Occidente che sarebbe  dietro a tutti i regimi moderati ( modernisti ) dei paesi islamici. Ma una tale teoria non è affatto scontata: nel passato,anzi,  l’Occidente fu alleato  degli islamisti contro l’”ateismo  marxista” mentre i regimi laici  guardavano a preferenza verso Mosca.  Lo stesso bin Laden ebbe l’appoggio americano e i talebani che conquistarono il potere in Afganistan in effetti furono organizzati dal Pakistan con il benestare americano.

Con la caduta del dittatore Siad Barre (1991)  la Somalia è precipitata  in una anarchia generale in cui clan  e capi tribali si spartiscono il territorio e il potere. Inutilmente nel 1994 con l’operazione “Restore hope”  guidata dagli Americani (a cui parteciparono anche gli italiani) si cercò di rimetter ordine: le truppe internazionali furono  coinvolte nelle lotte fra i “signori della guerra” e nella  ostilità accanita degli islamisti e  presto si ritirarono. Il caos continuò ancora: nel 2006  le “corti islamiche”  sembravano sul punto di prendere il controllo del paese: intervenne l’esercito etiopico  con l’appoggio USA che fermò le  “corti islamiche” ma si aggravò ulteriormente la situazione. In seguito truppe africane,  su mandate dell’ONU, sono entrate nel paese  ma fino ad oggi ogni  sforzo per mettere ordine  è fallito e tutti continuano a combattere contro tutti.

In questo  clima  di caos completo ha preso forza il gruppo Al-Shabab  che già in passato aveva attaccato obbiettivi anche fuori del  paese   ed era stato a sua volta oggetto  di attacchi mirati da parte degli americani.

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