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Non si finisce mai di stupirsi nella vita: può capitare che ti invitino a trascorrere un pomeriggio al mare in una spiaggia naturista e che tu accetti curiosa di scoprire cosa spinga le persone a questa pratica e capire quale sia la differenza tra “naturismo” e “nudismo”, un confine davvero molto labile.

spiaggia di capocottaLa spiaggia in questione è quella di Capocotta sul litorale di Torvaianica e, nonostante, fossimo stati adeguatamente “preparati” da una persona che la frequenta da anni, dobbiamo ammettere che l’impatto è stato davvero molto forte; ci avevamo rassicurati che avremmo potuto, qualora non ce la fossimo sentita, rimanere col costume nella più totale libertà ed è quello che poi è successo.

Da bravi “resocontisti” abbiamo subito notato che la percentuale di uomini nudi soli era più che doppia rispetto a quella delle donne e questo è stato un primo elemento di riflessione: sono gli uomini ad avere maggior bisogno di libertà oppure sono più esibizionisti o, ancora, sono più disinibiti?

Nell’immaginario collettivo si è portati a pensare che vedere tante persone in versione adamitica possa risvegliare istinti sessuali sopiti, portare a maggiori sollecitazioni erotiche: niente di tutto questo, anzi, vi possiamo assicurare che succede il contrario, diminuisce violentemente, se non addirittura, scende a zero la libido, una tale “esposizione” senza problemi di pudore, di dimensioni, senza più alcun mistero, fantasia e immaginazione azzera qualunque desiderio sessuale!!!

Abbiamo poi notato la presenza di molte coppie e di qualche famiglia con bambini e ci siamo chiesti come questi ultimi vivano una situazione così particolare ma non abbiamo avuto il coraggio di chiederlo; ci è stato detto anche che c’è una tacita “divisione” degli spazi in spiaggia: una zona per i gay, un’altra per le lesbiche e un’altra ancora per coloro che non appartengono a questi “gruppi” e, in effetti, abbiamo notato una grande tolleranza e rispetto reciproci.

Naturalmente c’è anche chi, purtroppo, contravviene a queste regole non scritte e dà spettacolo di voyerismo, esibizionismo e consimili ma sono, fortunatamente, casi rari e isolati: in questi episodi ci è stato detto che si passa dal “naturismo” intenso come forma di assoluta libertà e benessere al “nudismo” utilizzato per scopi specifici che esulano dalla filosofia che sta alla base del naturismo.

1 commento

  1. Sono d’ accordo con Sara di Acireale. E’ vero anche perchè siamo nati nudi e il senso della vergogna ci è stato inculcato da una certa cultura. Ma discutere di questo argomento ci porterebbe fuori tema. Qui si parla della spiaggia di Capocotta a metà strada tra Ostia e Torvaianica. Famosa in passato perchè la marchesa Casati vi portava i suoi giovani amanti sotto lo sguardo gaudente del marito guardone, in seguito era diventata la spiaggia preferita dei ragazzi dell’ estrema sinistra che, attraverso un foro praticato nella recinzione che proteggeva la macchia mediterranea, solevano prendere il sole e fare il bagno completamente nudi. A partire dalla metà degli anni 70 divenne pure il luogo preferito da gruppi di naturisti sparsi fino a conoscere il massimo della sua notorietà a partire dagli anni 80. Si sa, il nudo integrale incuriosisce e affascina. Chi di noi non ha mai provato il profondo piacere che si prova nel lasciarsi cullare dalle onde senza il fastidio del costume? Così estate dopo estate Capocotta è diventato un “fenomeno di massa” e nella massa nella fattispecie ci sono naturisti, nudisti, esibizionisti, ecc…ecc… Se nei campeggi naturisti nel corso dei decenni si è potuta operare una certa selezione, nella spiaggia di Capocotta ciò non è stato possibile perchè spiaggia libera e quindi accessibile a tutti. Così ecco arrivare, e non solo da Roma, frotte di curiosi ed esibizionisti che nulla hanno a che vedere col vero naturismo. E la spiaggia di Capocotta è diventata tutto meno che una spiaggia naturista; c’è infatti chi la conosce perchè “cce stanno i nudisti”, chi perchè tra le dune retrostanti dopo un certo orario è diventata meta di ogni forma di sesso trasgressivo, ecc… eccc… All’ inizio di questo millennio l’ allora sindaco di Roma Rutelli tentò di “regolarizzare” questa spiaggia e porre un argine a questa “anarchia nudista” con una delibera comunale che limitava e riservava la pratica del naturismo in questo tratto di spiaggia. Molti naturisti doc esultarono ma purtroppo quella delibera non sortì gli effetti desiderati anche per scarso impegno del gestore del tratto di spiaggia che non si attenne alle regole. La spiaggia nel giro di qualche stagione è tornata ad essere quella “terra di nessuno” abbandonata da qualche irriducibile naturista e frequentata con una certa rassegnazione da quei naturisti che dicono:meglio questa che niente. In realtà definire oggi quel tratto di spiaggia “un’ oasi naturista” è un errore. Molto più correttamente potrebbe definirsi spiaggia “nudo-consumista” o “nudo-esibizionista” mai “nudo-naturista”.

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