Il vincitore del GF 2010 è un malato psichico

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Che fosse un personaggio sconcertante e instabile a me è parso chiaro immediatamente, la vittoria dell’ultima edizione del Gf grazie all’ammirazione e alla simpatia suscitata negli italiani invece mi risulta un mistero ancora da comprendere.

A distanza di tempo e proprio quando  il clamore eccitante della festa si è attenuato, ecco che arriva la “rivelazione shock” che può riportarlo temporaneamente in vetta agli interessi del pubblico, nei prossimi talk show.

Mauro Marin ha deciso di affidare alla carta il suo lato oscuro, ha scritto un libro dal titolo: C’è qualcosa che non vi ho detto – nel quale rivela di essere affetto da schizofrenia affettiva bipolare della personalità. Malattia che necessita di un trattamento sanitario obbligatorio.

Il suo atteggiamento ironico, distaccato, sfrontato e imprevedibile  che aveva tanto entusiasmato il pubblico che l’ha votato, in realtà, non è frutto di caratteristiche caratteriali, bensì di un  disturbo psichico che comporta, sbalzi d’umore con picchi maniacali, stati di agitazione e supereuforia alternati a continui cali depressivi.

Il personaggio che rispecchia benissimo le esigenze dell’eccessiva spettacolarità del nostro tempo afferma con il suo solito candore: “In manicomio, le giornate sono tutte uguali. Mi sarei potuto lanciare dal terzo piano o buttarmi sotto un treno”.

Invece ha deciso di partecipare al reality ed ha pure vinto!

Mauro, specchio di una moderna cultura dell’eccesso che domina nella nostra società, ci  obbliga a fermarci un momento e  riflettere sul fenomeno preoccupante (a parer mio), che  tutto risponde ed è soggetto alle regole ossessive dell’apparenza e della visibilità forzata,  che diventa il vero e unico obiettivo da raggiungere (in mancanza evidentemente di più sostanziali idee).

Il nostro bisogno di comunicare e di sentirci socialmente insieme, ci ha portato a celebrare la potenza comunicativa del business mediatico. Ogni cosa, ogni respiro, ogni esistenza trovano il loro senso nell’essere comunicate, raccontate, condivise, discusse, diventando il metro del “successo” esibito e mostrato.  Questo eccesso di comunicazione drogata, questo bisogno sfrenato di mettere a conoscenza di tutti ogni pensiero, ogni sentimento, ogni azione, ogni fremito individuale, dimostra drammaticamente che non esiste alcuna comunicazione vera, che la solitudine forzata e il ripiegamento su sé stessi, costituisce la realtà.

La storia di Mauro Marin ne è un evidente esempio:” Facevo i provini per il reality, ma ero a domicilio nella struttura sanitaria. Il dottor C. A. Cavallo, psicologo del programma, sapeva tutto. Mi diceva che stavo bene e che ero pronto”. Pronto per cosa? Per essere usato come modello di abilità calcolata e strategica, finalizzata alla riscossione della vincita. Il messaggio che deve arrivarmi è: Sono stato bravo ad utilizzare i meccanismi che “bucano lo schermo” per fregare gli altri  e venir incoronato pubblicamente?

“Il suo percorso tra provini, visite e test è stato uguale a quello di tutti gli altri concorrenti e alla fine come loro è risultato idoneo”. Idoneo per cosa? Per diffondere un modello di uomo instabile, insicuro, incapace di relazionarsi con una donna e con gli altri membri del gruppo, aggressivo e inconcludente, ma pieno di soldi vinti al Grande Fratello?

Mi associo al pensiero di Aldo Grasso: “Capisco che chi deve fare i casting scelga persone anormali per dar vita a certe dinamiche, ma trovo gravissima la faccenda: Sono stupito”!

Propongo come antidoto a questa ottica fredda e calcolatrice, l’educazione a una nuova cultura della moderazione, fatta di equilibri  e riscoperta dei reali valori umani. un nuovo piacere della moderazione contro gli eccessi che consenta di godere appieno della bellezza del vivere umano.

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1 commento

  1. Ciao, ho letto il tuo articolo e non posso fare a meno di commentare!

    Solo per curiosità (e senza offesa, ci mancherebbe altro)….tu ti senti una persona “normale”?
    Io dico che tu come me come tutti noi non siamo meno normali di questo individuo (di cui premetto non mi interessa assolutamente nulla, non seguendo nemmeno quello stupido e ripetitivo programma.

    Anche noi abbiamo momenti particolari, anche noi ogni tanto abbiamo momenti di depressione, di eccessiva eccitazione o di maniacalità.
    La “pazzia” non è altro che un termine coniato da persone che si definiscono “normali” ad indicare quella minoranza che si differenzia, che non rientra nella maggioranza di quelli che riescono a vivere la vita governati da quell’ammasso di leggi che si definiscono giuste!

    Giuste per chi? Per le persone “normali” come coloro che le hanno introdotte. Beh io credo proprio che non ci sia stato alcun problema ad avere fatto partecipare un individuo affetto da tali ” problemi” (come li definisci tu e questa società di maschere che puntanto sull’apparenza per sentirsi appagati). Ho visto spezzoni di edizioni precedenti di questa insulsa trasmissione nelle quali si trovavano a partecipare persone che non mi sembra fossero affette da una qualsivoglia “malattia mentale” eppure si sono rese protagoniste di scene a dir poco vergognose….il lancio del bicchiere da parte della ragazza bionda (che forse faceva parte di questa stessa edizione, non ricordo bene) crisi di nervi per il sequestro delle sigarette e molte altre.

    Questi sono grandi esempi per la nostra società? Oppure trasmissioni “normali” nelle quali vediamo autorità del mondo televisivo e politico battibeccarsi ed insultarsi come i bambini dell’asilo, questo si che è un esempio ottimo per gli spettatori. Quelle persone, però non hanno mai avuto l’etichetta di “pazzi” o “schizofrenici”, anche se hanno mostrato comportamenti assolutamente inaccettabili.
    Non mi pare nemmeno che quelle persone si possano definire “adatte” per apparire in televisione rischiando di diventare un esempio per gli spettatori.

    Allora io penso, smettiamola con questi finti moralismi con queste accuse, andiamo ad attaccarci a queste cavolate solo ed esclusivamente per avere la possibilità di lamentarci, anzichè pensare ai reali problemi che esistono in televisione come nell’Italia intera.

    Ho detto tutto ciò, ripeto senza la benchè minima intenzione di offendere o insultare il tuo operato.

    Sono un semplice ragazzo di 23 anni che ha voluto cercare di mostrarti come nella Tv ed in tutto il mondo ci siano personaggi che non hanno niente di meno da questi “schizofrenici” o “pazzi” eppure non vengono giudicati tali e, al contrario godono anche della stima di una buona fetta di persone.

    Con questo concludo chiedendo scusa per eventuali problemi ortografici in quanto il commento è molto lungo e devo tornare a studiare per gli esami!

    Buon Lavoro e tanti saluti
    Andrea

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