Personalità orso rischiano l’infarto

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E’ a partire dagli inizi del ‘900 che si è diffusa tra gli studiosi l’idea di un possibile legame tra determinati fattori psicologici e svariate patologie. Sempre più numerose le ricerche sugli effetti che alcune componenti della personalità possono avere sulla salute di un individuo.

Per comprendere appieno i processi sottesi agli stati di salute o di malattia di una persona, è indispensabile, dunque, considerare anche i fattori psicologici e sociali, oltre che biologici.

Si sa che gli individui interagiscono con l’ambiente secondo stili comportamentali del tutto personali come si sa che arrabbiarsi fa male, lo si è sempre detto, ma da uno studio americano, pubblicato sulla rivista Hypertension dell’American Heart Association, si scopre che le “personalità orso” sono più a rischio di infarto ed ictus.

La ricerca viene dall’America, è firmata dal National Institute of Aging. Gli scienziati guidati da Angelina Sutin, del Nia-Nih hanno condotto il loro studio su 5600 abitanti di 4 paesi della Sardegna, di età compresa fra i 14 ed i 94 anni e con il 58% delle donne dell’età di 42 anni.

I cittadini sardi partecipanti allo studio sono stati sottoposti a questionari specifici per valutare i livelli di onestà, altruismo, modestia, docilità, e parallelamente a esami a ultrasuoni per misurare lo spessore delle carotidi. Confrontando i dati, i ricercatori americani hanno quindi constatato che le personalità più competitive mostravano un ispessimento della parete carotidea, condizione ritenuta fattore di rischio per infarto e ictus.

Tre anni dopo le persone con indici più alti di scontrosità e irritabilità, e viceversa con indici più bassi di amabilità e simpatia, continuavano a presentare arterie più spesse: segno che progrediva una condizione ad alto rischio per cuore e cervello. Per i più intrattabili, addirittura, il pericolo di eventi risultava aumentato del 40%. In termini di probabilità di attacchi cardiovascolari, avvertono gli esperti, essere “orsi” equivale a soffrire di sindrome metabolica.

Nel campione è stata anche valutata la copresenza di altri fattori di rischio come pressione alta, troppi grassi nel sangue, glicemia a digiuno, diabete.

In generale, le rilevazioni hanno confermato che gli uomini sono più predisposti all’ispessimento delle arterie del collo, mentre le donne più iraconde annullano i benefici forniti dagli estrogeni durante l’età fertile.

Al contrario delle persone più amabili, che tendono a essere leali, fiduciose nel prossimo e disposte ad aiutare gli altri, gli “orsi” sono persone ciniche, scettiche, manipolatrici, concentrate su se stesse, arroganti e facili all’ira. Quando aggressività, rabbia, odio, egoismo, diventano uno stile di vita si ingenera nell’individuo un malanimo che lo stesso paga a caro prezzo, con la salute. Naturalmente la Ricercatrice sottolinea che i risultati valgono per gli “orsi” di tutto il mondo e non soltanto per i cittadini sardi.

Pertanto, si è reso evidente scientificamente quello che il senso comune sapeva già da sempre, e cioè che un accesso di rabbia può scatenare un infarto. La differenza rispetto al passato è che adesso le conoscenze non consentono più di assumere un atteggiamento fatalistico e rassegnato nei confronti di caratteristiche psicologiche che hanno la possibilità di accorciare la vita delle persone e di peggiorarne la qualità.

Fonte: La stampa.it

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