Cina: la generazione degli anni ’80

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La generazione degli anni ’80 in Cina è la prima nata nel quadro della politica del figlio unico, i cosi detti  “piccoli imperatori”. Con la famiglia a schema “uno-due-quattro (un figlio, due genitori e quattro nonni) ben 6 adulti si prendono cura di un solo erede: un piccolo imperatore con la sua corte, quindi.

Recentemente la fondazione “ Lavoro Ambiente Futuro”, sostenuta dalla  Steelcase,  ha compiuto una indagine su di essi di cui riportiamo alcuni dei dati  più significativi. Ci si riferisce a giovani della classe emergente delle città toccate dal benessere.

Si tratta di un giovane  studioso, aperto, sicuro, comunicativo, con approfondite conoscenze tecniche, energico, sintonizzato ed egocentrico.
Sono state  poi individuate sei linee di tendenza:

  1. passaggio dalla “armonia” a “individualità”: significa che le  occupazioni individuali sono più importanti da realizzare che le aspettative sociali.
  2. “il lavoro di squadra” è diventato “lavoro collaborativo”: significa che la cooperazione di reparto è stato sostituito dal progetto di cooperazione in modo che le idee creative sono spesso prodotte da diversi gruppi e persone di diverse fasce d’età.
  3. cambiamento da esigenze stabilità a cercare il miglioramento continuo:i lavoratori preferiscono imparare abilità e non sono solo alla ricerca di un lavoro stabile.
  4. psicologicamente e anche materialmente  l’ambiente di lavoro è stato ampliato per includere il rapporto sociale, invece di fornire  semplicemente spazi per uffici e strumenti.
  5. cambiamento da “dipendenti puro” a “esploratori”, nel senso che i giovani prestano attenzione alla pianificazione delle carriere e di esplorare attivamente le opportunità di carriera-sviluppo.
  6. trasformazione da “il lavoro e la vita” a “lavorare e vivere”: significa che si sforzano di cercare l’equilibrio tra lavoro e vita nella ricerca di soddisfazioni personali.

Ai loro occhi, l’ambiente di lavoro non è solo il luogo di lavoro, ma anche un importante piattaforma per studiare, maturare e comunicare. Un tale ambiente di lavoro multifunzionale richiede la flessibilità del lavoro e realizzare comunicazione  continua tra i membri del team.

Una evoluzione quindi che, in effetti, sembra avvicinare  sempre più i lavoratori cinesi  a quelli americani.

Però si è notata una differenza importante per quanto riguarda l’equilibrio tra lavoro e vita: la generazione 1980 degli Stati Uniti ritiene  il lavoro una parte naturale della vita mentre le loro controparti in Cina preferiscono separare il lavoro dalla vita personale che vengono quindi tenute ben distinte.

Insomma, sembrerebbe che il lavoratore cinese non si lasci assorbire interamante dal lavoro, contrariamente a quello che comunemente si pensa. In America il successo del lavoro coincide con successo della persona. Si dice che questo derivi dalla etica calvinista  dei Padri Fondatori (come i Padri Pellegrini) secondi i quali il successo economico era il segno della grazia divina e quindi della salvezza e della autorealizzazione. Ma per i giovani cinesi  il lavoro è un mezzo per affermarsi ma non l’affermazione stessa, un mezzo quindi, e non un fine.

Sembrerebbe un atteggiamento più equilibrato che escluda il  temuto “uomo a una dimensione di marcusiana  memoria.

Ma è difficile dirlo: nessuno può sapere  in realtà come si evolverà il mondo cinese nei prossimi decenni.

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