Un omaggio a Romolo Murri, fondatore Democrazia Cristiana

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Gualdo (Macerata) rende omaggio al suo figlio più celebre, Romolo Murri, sconosciuto ai più, ma figura fondamentale per la nascita di quello che sarebbe divenuto uno dei partiti di maggior seguito in Italia, la Democrazia Cristiana.

Nato a Monte San Pietrangeli (Ap) nel 1870, per tutta la vita cercò di svegliare le coscienze, sia politiche che culturali, dei cattolici italiani.
Murri, giovane sacerdote marchigiano, portò nei primi anni del 900 a Roma, una ventata riformatrice nell’ambiente del cattolicesimo intransigente, con il movimento democratico-cristiano. Le sue idee democratiche, la lotta al capitalismo e allo stato borghese gli valsero però l’ostilità della Chiesa sotto il pontificato di Pio X, che emanò direttive pontificie sempre più severe nell’intento di controllare i movimenti politici dei cattolici. Murri, contrario alle nuove regole della Chiesa fu ostacolato e osteggiato dal clero. Sconfessato in un primo tempo, fu poi sospeso dal sacerdozio. Nel 1909 venne eletto in parlamento.
Filosofo, giornalista, autore di diversi saggi, a Gualdo, Murri visse per diverso tempo, acquistò una casa e lì volle essere sepolto, quando morì a Roma nel 1944.
Oggi il Centro Studi Romolo Murri di Gualdo, presieduto dalla Prof.ssa Anna Maria Massucci, si occupa della promozione, riscoperta e rivalutazione della figura di Romolo Murri, anche attraverso lo spettacolo.

“Aspettiamo un‘altra generazione di italiani” è il titolo dell‘omaggio teatrale dedicato al Sacerdote marchigiano, che si terrà a Gualdo, il 26 settembre prossimo alle ore 17, presso il Teatro Comunale (ingresso gratuito). L’evento è promosso dal Centro Studi Romolo Murri e realizzato in collaborazione con l’Associazione Teatrale Foyer di Vincenzo Fazio ed il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Macerata, della Comunità Montana dei Monti Azzurri e  dei Comuni di Gualdo, Monte San Pietrangeli, Montegiorgio, Fermo, Ancona e Recanati.

La regia è affidata a Gabriela Eleonori  mentre, protagonisti sul palco, saranno due bravissimi attori, molto amati dal pubblico e legati al territorio marchigiano: Cesare Bocci e Giovanni Moschella.

Attraverso estratti di documenti originali, come i carteggi e gli scritti, lo spettacolo prende vita articolandosi in una serie di flashback, incursioni nel passato, che svelano i retroscena della politica del tempo e la personale vicenda del Murri. In risalto anche l’indignazione del Sacerdote per il momento di  corruzione morale, sia politica che religiosa, che lo circondava e il suo disperato tentativo di aprire gli occhi al mondo sui fatti contemporanei.  Il testo, raccontato anche grazie all’utilizzo di contributi video e di musica dal vivo, mette in evidenza l’attualità del pensiero murriano, donando allo spettatore numerosi spunti di riflessione.  Così la regista Eleonori su Murri: “Scoprire la contemporaneità del pensiero e degli scritti di Romolo Murri è come ricevere una buona notizia. In questo inizio di millennio, nel quale facciamo inesorabilmente i conti con gli errori politici, storici e d’impostazione nella ricerca di una vera spiritualità del secolo scorso, trovare il “seme” di una “voce che grida nel deserto” è bevanda dissetante e nuova forza“.

Tatiana Albani

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