Piccoli allenatori crescono

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2010_09_08_006_dipasqualeSono tanti i modi per valutare il proprio lavoro, per rendersi conto se si è lavorato bene. Nel rugby, se sei un giocatore, te lo dice il pubblico, con gli applausi; se sei un tecnico, il conoscimento al lavoro svolto si può misurare con una promozione. È quello che è successo ad Alessandro Dipasquale, giocatore-bandiera nonché capitano dell’Oncoibla Padua Rugby Ragusa e allenatore, fino allo scorso anno, dell’Under 14 che tante soddisfazioni ha dato al sodalizio del presidente Tumino.

Il barbuto giocatore ibleo, evidentemente grazie a quanto fatto durante la scorsa stagione, quest’estate è stato contattato dal Comitato Regionale che gli ha conferito l’incarico di selezionatore regionale dell’Under 16. «Quando Tito Cicciò, il responsabile dei tecnici regionali, mi ha chiamato per chiedermi se ero disponibile a ricoprire il ruolo di selezionatore non ho avuto alcun dubbio», ci ha detto il neo tecnico regionale. «Quando ho iniziato a giocare a rugby, uno dei miei sogni era quello di diventare allenatore. Qualche hanno fa ho coronato il mio sogno. Adesso, con questo nuovo incarico, sto toccando il cielo con un dito. E mi piace considerarlo come un riconoscimento per il lavoro fatto finora».

Alessandro, qual è il compito del selezionatore regionale?
«Sostanzialmente è quello di far crescere i giovani. I migliori atleti dei vivai siciliani vengono periodicamente convocati per degli allenamenti comuni, per degli stage di formazione. Col tempo, i migliori di loro saranno poi inseriti nel gruppo “Elite”, che raccoglie il meglio del meglio tra i giovani delle varie regioni. Infine, gli atleti più meritevoli saranno ammessi all’Accademie, che è il primo passo per giocare, un giorno, in Nazionale».

Quali sono i criteri con cui si selezionano i giovani atleti?
«Sono diversi. Evidentemente si guarda soprattutto all’aspetto fisico e tecnico. Ma si tiene anche conto delle attitudini e del carattere dei ragazzi. Chi viene a giocare nella Selezione deve dimostrare di avere carattere, deve essere in gradi di socializzare con gli altri. Teniamo anche alla puntualità e alla frequenza agli allenamenti. Inoltre, i ragazzi selezionati devono sapere che le ore di allenamento sono momenti di apprendimento e dunque chi viene selezionato dev’essere disposto a mettersi in discussione, a mettere in discussione le proprie certezze».

Allo stesso tempo continuerai ad allenare i giovani dell’Oncoibla Padua.
«Certo! Quest’anno la società mi ha proposto di seguire l’Under 16 e io ne sono stato contento perché  per me sarà come tornare indietro di qualche anno, visto che metà dei ragazzi provengono dalla mia Under 14, mentre il resto li avevo avuti ai miei ordini 3 anni fa, quando avevamo vinto il campionato provinciale di categoria. In pratica quest’anno si ricompatterà un gruppo meraviglioso. Spero che i risultati agonistici saranno di livello, anche se mi rendo conto che non sarà facile ottenerli in quanto anche tutte le altre squadre sono cresciute».

E poi c’è il Dipasquale giocatore. Lo rivedremo in campo?
«Per il momento non ci sarò, ma il mio non è un addio alle scarpette bullonate. Diciamo che mi sto prendendo una pausa di riposo anche perché la stagione scorsa, sebbene eccezionale per i risultati ottenuti, è stata pesante soprattutto a livello fisico. Durante l’anno sono stato vittima di diversi infortuni e, visto che per dare una mano alla squadra sono stato “costretto” a giocare lo stesso, non sono mai riuscito a recuperare fino in fondo. Così i postumi di questi infortuni me li sono portati dietro fino a qualche settimana fa. Mi “riposo” ancora un po’ e poi, se mi vogliono ancora, torno a dar man forte al mio XV».

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