Tere Bin Laden: un film contestato

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Il film è stato prodotto a Bolliwood a Mumbai: di modesto livello artistico sarebbe  passato inosservato se non fosse stato per  le polemiche che ha acceso l’oggetto della sua trama.

Il film Tere Bin Laden (Senza di te, Bin Laden) racconta  di un giovane giornalista pakistano a cui viene negato il visto per recarsi negli Usa nel clima di sospetto dopo gli attentati dell’11 settembre. Ma il giornalista incontra un venditore di polli che è un  sosia perfetto del nemico numero uno dell’America. Per  vendicarsi, il giornalista comincia a diffondere video con protagonista il finto Bin Laden che ogni volta mettono in allarme il Pentagono.

Ali Zafar, la star di Bolliwood protagonista del film, pur riconoscendo che la pellicola tratta di argomenti delicati e luttuosi  conseguenti agli attentati alle Torri Gemelle, tuttavia si limita a  porre in chiave umoristica le ripercussioni che hanno avuto su tantissima gente che non c’entrava assolutamente nulla e che si è trovata la vita sconvolta.

Il film ha avuto buona accoglienza in India: il quotidiano Times of India ha dato al film tre stelle, pur riconoscendo  la sua mediocrità artistica.

Ma nei paesi mussulmani le cose sono andate diversamente: già  la produzione in generale di Bolliwood viene vista con sospetto perche troppo liberale, moralmente lassista ma questo il film è apparso anche anti-islamico  e irrispettoso delle credenze religiose.

La produzione nega decisamente che sia un film predicatorio, non vuole  neppure prendere in giro il terrorismo, che  si tratta di un falso Osama, solo  una commedia.

Gli emirati del golfo lo hanno vietato, in Pakistan si sono accese violente polemiche fra chi voleva che fosse ammesso al normale circuito in nome della libertà di espressione, almeno teoricamente ammessa nel paese, e chi invrce sosteneva che  non si possono trattare  in un tono canzonatorio avvenimenti tragici che hanno sconvolto il paese. I secondi hanno vinto e il film è stato vietato in Pakistan : d’altra parte bisogna pur comprendere che il Pakistan nel mezzo di una sanguinosa guerra civile che miete vittime a migliaia abbia ben  poca  voglia di ridere di questo fatti.

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Nella foto: la locandina del film  nell’edizione in inglese

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