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DSCN0810Rosa Balistreri è morta 20 anni fa, il 21 settembre 1990, e per non dimenticarla il musicista catanese Pippo Russo ha immaginato e organizzato una serata a lei dedicata, “Faciti can nun moru”, che ha avuto luogo ieri sera al cortile Platamone a Catania che traboccava di pubblico nonostante il tempo minacciasse ancora pioggia: un vero spettacolo nello spettacolo.

Per rendere omaggio alla “cantantessa” siciliana per eccellenza, la prima e la più grande, Pippo Russo ha raccolto sul palcoscenico alcuni formidabili artisti a iniziare da Margherita Mignemi che ha saputo, con il suo calore e la sua padronanza della lingua siciliana, fare da perfetta e simpatica “trait d’union” tra i vari momenti musicali.

E’ salita sul palco per prima Laura De Palma che, con la sua chitarra e la sua voce potente e dolorosa, ha interpretato uno dei brani più celebri e dolorosi di Rosa, “Li pirati a Palermo” su testo del poeta Ignazio Buttitta. Dopo di lei è stato il turno di Gabriella Grasso, anche lei con la sua chitarra, che ha cantato una delle poche canzoni allegre e ironiche della Balistreri “’A pinnola”. Terza interprete a salire sul palco Rosita Caliò che non ha incontrato il nostro personale (e sottolineo solo di chi scrive) gradimento sia per la lunghezza della ballata che per la quasi inesistente comprensione del testo.

Dopo tre interpreti femminili è stato il turno di Carlo Muratori che con la sua voce calda e la sua simpatia trascinante ha prima cantato “Cantu e cuntu…”, una dei brani forse più celebri  della Balistreri per poi interpretare, con rabbioso dolore, una sua creazione scritta subito dopo gli attentati del ’92 ai giudici Falcone e Borsellino.

Da una porta laterale del cortile Platamone sono entrati poi, in fila come tanti menestrelli con i loro strumenti, i Lautari che sono saliti sul palco per interpretare due brani della Balistreri prima di accogliere Rita Botto che hanno “accompagnato” musicalmente in “’A curuna” e “Lu matrimoniu”: una tale perfetta empatia da meritare gli applausi più prolungati, quasi una standing ovation.

E’ toccato poi ad Alfio Antico “collaborare” magicamente con i Lautari; il grande percussionista si è divertito a suonare due suoi tamburi e a cantare alcune ninnananne-scioglilingua in lingua siciliana: ancora una volta ha dimostrato la sua classe inarrivabile.

Ha concluso la serata Otello Profazio per il quale gli anni non sembrano essere mai trascorsi; non ha bisogno di parole di presentazione, ha scoperto e portato al successo Rosa Balistreri oltre che averla aiutata, come mi ha dichiarato poco prima dello spettacolo, nella creazione di alcune sue canzoni ed è stato forse l’ultimo ad aver cantato con lei pochi giorni prima della sua morte improvvisa vent’anni fa. Ci ha regalato, accompagnato anche lui dalla sua immancabile chitarra, alcuni suoi celebri e indimenticabili successi.

Quannu moru faciti can un moru: Rosa non è morta, è ancora viva tra di noi con le sue canzoni.

14 commenti

  1. Non capisco a quale serata la vostra giornalista si rivolga nel suo articolo.
    Quella di ieri al Cortile Platamone, infatti, più che un doveroso omaggio a Rosa Balistreri sembrava un incontro chiassoso e mal organizzato di amici che sponsorizzavano i loro “prodotti” atistici.
    Francamente trovo che bisogna avere maggiore obiettività quando si scrive.
    La “festeggiata” si starà rivoltando nella tomba.
    Una vergogna!

    Distinti saluti.
    Marcella

  2. Author

    Mi dispiace che lo spettacolo non sia stato di suo gradimento…diciamo che me l’aspettavo …era prevedibile..grazie comunque del suo intervento…siamo in democrazia…il mondo è bello perchè è vario…l’obiettività è opinabile se non è un teorema matematico o fisico…de gustibus non disputandum est…

  3. Salve a tutti ,ringrazio di vero cuore Daniela per everci invitato a questo spettacolo dove tutto era organizzato minuzziosamente ,e devotamente per l’amatissima artista ormai scomparsa ,che dire avvolte la gente essendo ignorante in materia crede che tutto cio’ che di bello esiste deve essere distrutto, dalla voglia di protagonismo,nn solo lo spettacolo e’ stato gradito, ma spesso anche interotto dgli aplausi delle persone che cn molta gioia anno sottolineato la bravura degli artisti,grazie di cuore grandissima Daniela spero che ci vedremo ancora e complimenti per le tue recensioni saggie e diplomatiche .

  4. ottimi interpreti, tranne due. Cosa c’entravano Falcone e Borsellino con la serata dedicata a Rosa Balistreri? solo uno spot pro domo sua che non interessava a nessuno. Poi il colpo di grazia finale con quel “Si maritau Rosa” da voltastomaco scelto dalla stessa persona di cui sopra. Ci ha lasciato stupiti epoi come si organizza una serata di questo calibro senza una prova ? Mancanza di regia e di idee er come si doveva condurre la serta . Tutti gli artisti sono entrati senza essre presentati, e poi come si fa a far esibire una persona con la chitarra scordata e senza nessuna dizione. ma che serata è stata? Peccato per i veri artisti presenti alla serata che meritavano una più grossa considerazione. Un noto attore di Catania è uscito disgustato x la mancanza di regia e di coordinamento dello spettacolo. Peccato un’occasione perduta.

  5. Author

    Ma che bello giocare in doppio come a tennis…prima una e poi l’altro…diamo addosso a chi si azzarda a redigere una recensione che non incontri i gusti dei signori denigratori, grandi esperti musico-teatrali…mi dispiace davvero per lor signori…la prossima volta la scriveranno loro in coppia la recensione dell’evento, musicale o teatrale, chissà che non ne venga fuori qualcosa di almeno sufficiente…come diceva una nota pubblicità di un gelato: two is better than one!!!

  6. Si è in un paese libero dove ognuno è ben libero di esprimere un personale pensiero…si tratta soltanto di saperlo accettare. Provaci Daniela!

  7. l’invidia regna sovrana….
    non dare peso a queste persone
    sei grande Daniela!!!

  8. Tutte le volte che non si sa come rispondere e cosa dire in concreto, si tira in ballo l’invidia!Non è pertinente in questo contesto…Marcella e Luigi hanno espresso esclusivamente il loro pensiero che evidentemente non è complementare al punto di vista di Daniela Domenici. Non vedo quale sia il problema, bisogna imparare nella vita ad essere umili ed accettare il pensiero altrui!
    Auguri.

  9. Cogli bene il concetto,caro Alex
    UMILI
    il lavoro di Daniela è un lavoro di recensione,punto.
    Daniela dice ciò che sente perchè aggradirla???
    dov’è l’umiltà di cui tanto parli???
    Mentre L’ignoranza Parla. . L’intelligenza Sorride In Silenzio
    un saluto….

  10. La mancanza di umiltà consiste nel non volere a tutti i costi accettare le critiche costruttive delle persone che hanno letto la recensione di Daniela e non l’hanno trovata obiettiva riguardo allo spettacolo!In quanto ad aggredire, sei tu la prima a farlo; nel tuo ruolo di avvocato difensore, metti in mezzo intelligenza, ignoranza e quant’altro!
    Cosa posso dirti…pensala come vuoi ma ricordati che nella vita non ci sono solo intelligenti ed ignoranti.
    L’errore è proprio questo, la via di mezzo è la migliore strada da intraprendere!
    Ciao e buon proseguimento!

  11. Si è in un paese libero dove ognuno è ben libero di esprimere un personale pensiero…si tratta soltanto di saperlo accettare. Provaci Daniela!
    QUI C’è LA TUA AGGRESSIONE
    amo rispondere alle persone per come parlano
    non sono l’avvocato di nessuno
    e come diceva mio papà non ho vie di mezzo
    la gente la porto dal cielo al ce….

  12. Mi sembri tanto Pasquale Laricchia del Grande Fratello con tutti questi proverbi e modi di dire…
    Io non ho aggredito nessuno ma se vuoi prenderla così , accomodati pure!
    E poi basta, facciamoci una bella risata e buon appetito!
    Non serve dire altro.
    Alex

  13. Propio Pasquale noooooooooooooo
    cmq si hai ragione
    pace fatta……..

  14. Continuo a non capire perchè si deve scrivere per forza bene di unaserata raffazzonata, mal gestita e senza una regia. ripeto :si è toccato il fondo con “Si maritau Rosa” che giustamente la grande Rita Botto si è rifiutata di cantare, facendo finta di non conoscere le parole. E comunque cosa c’entra l’invidia con il raccontare quello che è successo.Purtroppo nessuno ha il coraggio più di scrivere quello che accade, dobbiamo essere tutti cortigiani per la paura di criticare. A proposito non sono nè musicista nè cantante nè attore, per cui invidia zero, ma solo ammirazioone mìnei confronti degli artisti che si sono esibiti. Bisogna sapere leggere cosa ho scritto se volete lo scrivo in arabo visto che sono padrone della lingua essendo docente. Non mi interessa il contraddittorio Buona salute a tutti e non commenterò più tutti i veleni che sapete distribuire.

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