Simboli della Padania a scuola

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C’è una scuola padana, ad Adro, (Brescia) coi simboli del Carroccio impressi sui banchi, sui vetri, perfino sugli zerbini, il Sole delle Alpi che oltrepassa i confini della propaganda e diventa marchio di un’istituzione pubblica.

La struttura é molto valida, le aule dispongono di sedie e banchi ergonomici, armadietti con chiave, ogni cattedra dispone del pc per l’insegnante, un proiettore, che pare avere anche funzione di telecamera consentendo agli alunni assenti di seguire le lezioni anche da casa.

Ogni elemento è al proprio posto: tutto sembra preludere ad una perfetta efficienza strutturale, atta  a creare un valido centro per l’insegnamento  delle discipline della mente.

Questo dovrebbe essere lo scopo primario della scuola, come istituzione educativa, avente il compito di trasmettere alle nuove generazioni, attraverso l’insegnamento collettivo, i fondamenti della cultura a cui esse appartengono; Un territorio in cui riconoscersi, ma che instaura rapporti con le altre piccole comunità con cui trova momenti di confronto e scontro, scambio e comunione.

Solitamente in questo spazio virtuale,  non mi occupo di politica ma, questo fatto non può che far sorgere nell’animo dei liberi pensatori, alcuni interrogativi, di natura etica.

E’ opportuno che in un edificio scolastico pubblico vengano posti i simboli di un partito politico?

E’ mai capitato a qualcuno di voi di entrare in una scuola e vedere dipinti sui banchi piccoli simboli di UDC, PDL, PD, IDV, sinistra o destra extraparlamentare?

Falci e martelli, svastiche?

Se visitaste un edificio scolastico i cui zerbini, i posacenere sui cestini dell’immondizia, ed ogni banco riportassero inciso in modo indelebile il simbolo della Lega Nord, quale sarebbe la vostra reazione?

Per quanto l’edificazione di un nuovo polo scolastico possa essere vanto di un’amministrazione comunale, questo legittima la stessa a “marcare” indelebilmente l’opera?

Non è un bel segno questo, e non c’entra il colore politico che rappresenta, perché riporta alla mente un altro grande “pedagogista” che  fece della scuola il suo fertile terreno per la manipolazione delle coscienze.

Se, al fascino del potere sessuale, (è risaputa la “durezza” dei simpatizzanti) si aggiunge il potere di attrazione di una martellantepropaganda visiva, condotta quotidianamente sui ragazzi, per annunciare la rinascita nazionale della Germania, ops, pardon, dell’Italia, la faccenda diventa preoccupante.

Forse i tempi sono mutati, come le soglie dell’accettazione, se  nessuno mette in discussione o impedisce  alla politica di entrare nelle aule scolastiche.

Ritornando allo scopo istituzionale della scuola, in un mondo fortemente globalizzato, dovrebbe forgiare i nostri uomini del domani,  ai principi di libertà, democrazia e tolleranza.

La globalità della persona, comprende non solo una dimensione intellettuale ed affettiva, ma anche una dimensione sociale primitiva che la lega ai suoi simili. Superati gli stereotipi culturali affiorano le similitudini tra le diverse culture ad ogni latitudine e si ritrova la comunione della natura umana.

Anche se la scuola, da sola, non può rispondere alla totalità dei bisogni educativi, è tuttavia indubbio che all’interno di un sistema formativo, il suoruolo resta centrale e determinante. Dovrebbe essere sempre più chiara ed evidente l’idea di una scuola che sia agenzia educativa con l’intento di assicurare il rispetto e la valorizzazione della molteplicità delle culture arricchendosi delle diversità sotto il profilo antropologico, religioso, culturale.

Non mi sembra che  ciò rientri nei compiti pedagogici della scuola di Adro.

Sottolineando che sulla legittimità della presenza di questi simboli nelle aule decide la Legge della Repubblica Italiana, e che in uno Stato civile la parola spetta alla Legge prima che alla volontà di un Sindaco.

Aggiungo anche un altro piccolo pensiero dai toni ingenui: chi viene eletto, dai cittadini ha il compito di amministrarela cosa pubblica nell’interesse di TUTTI I CITTADINI, o deve fare  riferimento esclusivo ai propri elettori?

Un ultimo tocco architettonico, nel tempietto leghista: i crocifissi sono stati fissati con il cemento nei muri!

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