Crisi fra Cina e Giappone

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La Cina ha sospeso i contatti ad alto livello con il Giappone in risposta all’arresto di un capitano cinese accusato  dello  speronamento contro le navi di pattuglia in acque contestate fra Cina e Giappone.

Zhan Oixiong, il capitano, è detenuto  dal 7 settembre, e domenica scorsa un tribunale in Giappone ha prolungata la detenzione per altri  di 10 giorni.
L’incidente è avvenuto nel Mar Cinese orientale, presso le isole Diaoyu, chiamato Senkaku dal Giappone e che sono anche rivendicate da Taiwan e sono ricchissime di pesca  e i cui fondali, si ritiene contengano anche risorse di petrolio e gas.
Pechino ha più volte chiesto la sua liberazione, e ha convocato l’ambasciatore del Giappone per cinque volte su questo tema.
Ci sono enormi interessi economici in gioco e anche colloqui internazionali con la Corea del Nord per cercare di contenerne le ambizioni nucleari.
Le relazioni tra le due nazioni sono tese, proteste anti-Giappone si sono svolte in diverse città della  Cina venerdì, anniversario della  invasione giapponese nel paese nel 1931.

L’unità e la rinascita della  Cina sono state costruite soprattutto nella lotta contro l’imperialismo giapponese che  in Cina fu responsabile di orrori senza fine che comunque il Giappone moderno rifiuta di riconoscere  ma c inCina costituiscono sempre  un collante dell’unita e dell’orgoglio nazionale:  il caso potrebbe quindi sfuggire al  controllo dei governi di  Cina e Giappone.

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Nella foto (Xinua): il battello sequestrato

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