Romolo Murri e “Il Modernismo che non muore”

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Gualdo (Macerata)

Una cosa capita curiosamente a chi si accosta per la prima volta agli scritti di Romolo Murri: di meravigliarsi della sua attualità, perché Murri mentre parla agli uomini del suo tempo, sembra che parli anche a noi e agli uomini del nostro tempo.

E’ per questo che Gabriela Eleonori, regista dello spettacolo teatrale che avrà luogo a Gualdo (Macerata) domenica prossima, ha stabilito di evidenziare proprio l’attualità del sacerdote marchigiano, che aspettava una nuova generazione di italiani, quelli che, anche alcuni di noi, oggi, ancora aspettano.

Ma domenica prossima, 26 settembre 2010, a Gualdo non avrà luogo solo lo spettacolo “Aspettiamo un’altra generazione di italiani” con Cesare Bocci e Giovanni Moschella. In mattinata, alle 10 ci sarà un interessante convegno su “Il modernismo che non muore”.

Il professor Filippo Mignini dell’Università di Macerata,  insieme a Giovanni Vian dell’università Ca’ Foscari di Venezia e ad Alberto Melloni dell’ Università di Modena -Reggio Emilia, illustrerà in che senso Romolo Murri è stato annoverato, a torto o a ragione, al Modernismo, un movimento politico-religioso, mai morto.

Per Filippo Mignini, Murri, che creò il primo nucleo su cui si svilupperà la Democrazia Cristiana, amico di Giovanni Gentile, con cui intrattenne una lunga corrispondenza, era alla ricerca di una filosofia che permettesse alla Chiesa di dialogare e che potesse conciliarsi col messaggio cristiano e con la storia, nella consapevolezza che la Scolastica era tramontata da quattro secoli . In questo senso il Modernismo non è morto, se l’attuale Papa, Benedetto XVI, cerca di conciliare fede e ragione, teologia e  filosofia.

Durante la Seconda Guerra mondiale, prima della sua morte, Murri aveva trovato come si potesse operare questa sintesi, o meglio, non operare. Per Murri il messaggio autentico non ha bisogno della filosofia e della teologia, perché queste dividono, mentre il messaggio unisce.

Già da questi pochi cenni, si può comprendere quanto meriterebbe di essere approfondito e studiato il pensiero filosofico di Romolo Murri, un personaggio complesso e difficile.

Sul fatto che Murri meriterebbe un maggiore interesse è stata provocatoria anche la regista Gabriela Eleonori, nella conferenza stampa che ha avuto luogo ieri a Macerata. La Eleonori ha detto di capire il rapporto della Chiesa con Murri, ma di non capire quello degli studiosi, lasciando intendere che si tratta di un personaggio che meriterebbe di essere studiato, letto, messo tra i grandi del pensiero e della storia.

Sicuramente, dalla giornata murriana di domenica, emergerà non solo il pensiero di Romolo Murri, ma anche la sua vicenda umana di sacerdote sospeso a divinis e poi reintegrato, con tutto il carico di sofferenza che ciò inevitabilmente comporta.

E’ a Gualdo che Romolo Murri si rifugiava nei momenti peggiori, è a Gualdo che il sacerdote ha voluto essere sepolto, per questo Gualdo domenica gli rende onore, facendo un immane sforzo, affinché possa egli avere il posto che gli spetta tra i grandi, tra coloro che ancora possono parlare a quelli di noi che ancora aspettano un’altra generazione di italiani.

DOMENICA 26 SETTEMBRE H. 10
SINTESI DEL PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE

Ore 10.00 Convegno

IL MODERNISMO CHE NON MUORE

Romolo Murri e il modernismo
prof. Filippo Mignini
Università di Macerata

Il modernismo e Romolo Murri: dalla crisi di inizio novecento al presente
prof. Giovanni Vian
Università Cà Foscari Venezia

Il modernismo visto dalla storia e le metafore sul nesso chiesa/modernità
prof. Alberto Melloni
Università di Modena – Reggio Emilia

ore 17.00 Teatro comunale – Omaggio Teatrale a Romolo Murri (ingresso gratuito)

ASPETTIAMO UN’ALTRA GENERAZIONE DI ITALIANI

con Cesare Bocci e Giovanni Moschella
regia Gabriela Eleonori
percussioni Francesco Savoretti
riprese e montaggio video Antonio De Luca

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