Pellegrini italiani diretti a Lourdes, cacciano la capotreno nera

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Un grave, inqualificabile atto di razzismo, secondo il racconto del capotreno donna, di nazionalità francese e di colore.  “Solo un banale, se pur violento diverbio», secondo gli imbarazzati commenti di chi avrebbe assistito alla scena.

Sul fatto non c’è una denuncia formale, né tantomeno ufficiale.

Indipendentemente dalle versioni dei racconti, resta un fatto gravissimo che un capotreno francese, donna, sia stata costretta, da un  gruppo di passeggeri  italiani, a scendere dal treno sul quale avrebbe dovuto prestare regolarmente servizio ed essere sostituita da un collega con caratteristiche “più adatte” alle esigenze dei pellegrini.

Una gran brutta storia, che vede coinvolti gli  italiani di un convoglio di pellegrini di Milano diretto a Lourdes che, da sempre  non solo è un crocevia di popoli e culture diverse ma, è o dovrebbe essere  meta di quel cammino spirituale più profondo legato al concetto di carità cristiana. Un viaggio quasi necessario per il credente, per chiunque voglia avere fiducia nei miracoli e nella misericordia; ma soprattutto per chiunque desidera entrare in stretto contatto con la propria fede e il proprio vissuto.

La direzione delle ferrovie di Nizza, avvisata dell’episodio grazie ad una denuncia della Cgt, uno dei principali sindacati dei ferrovieri francesi, fanno sapere che avvieranno un’inchiesta.

E sono pronti a difendere e tutelare il capotreno discriminato con ogni mezzo. La donna doveva subentrare nella direzione del convoglio per i controlli di routine e accompagnare i passeggeri lungo il tratto francese, ma pare sia stata immediatamente aggredita a male parole, offendendola e umiliandola, perché nera.

Se quanto denunciato dai sindacati francesi è vero dovremmo fermarci a pensare in quale direzione gli esseri umani si stanno orientando. I dati della cronaca recente, stanno evidenziando   che riaffiora l’intolleranza e l’odio per il diverso, cioè l’avversione per gli stranieri e per tutto ciò che è straniero. Certo è vero che, il problema dell’immigrazione va affrontato con costanza e con mezzi idonei e richiede un impegno politico e morale più ampio.  Anche la famiglia e la scuola dovrebbero intervenire per sviluppare nei giovani
il rispetto verso i diversi educandoli a vivere in una società che si presenta  sempre più multi-razziale e multi-culturale.

Ed è a questa forma di educazione mirata alla sensibilizzazione, che noi cittadini, possiamo contare sull’apporto politico della Lega Nord, che da anni opera e raccomanda alle forze governative di considerare il problema profondo e complesso dell’integrazione, perchè sicurezza e integrazione viaggiano a braccetto.

  • “Le case si danno ai lombardi, non al primo Bingo Bongo che arriva” (UmbertoBossi)
  • “La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna  bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di  farlo perché magari anche i topi votano”. (Roberto Calderoli)
  • “Siamo in guerra, i gommoni degli immigrati devono essere distrutti a colpi di bazooka. Occorre puntare ad altezza uomo” (Giancarlo Gentilini);
  • “Gli immigrati tornino nel deserto a parlare coi cammelli o nella giungla a ballare con le scimmie” (Roberto Calderoli);

Episodi e frasi come queste rispondono ad un solo nome : razzismo, cioè forme  ideologiche atte  a far valere la supremazia di una razza sulle altre,  riconoscendo la superiorità alla razza bianca, ovvero la razza dell’imbecillità se agisce contro la dignita’ di ogni persona umana che non puo’ essere oggetto  di pregiudizio e di discriminazione.

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