La lotta dei pastori sardi continua

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pastori_sardiIn attesa dell’incontro richiesto nei giorni scorsi al presidente Cappellacci non si ferma la mobilitazione del Movimento Pastori. Per venerdì 1 ottobre il Movimento ha organizzato una nuova assemblea del Movimento nel porto di Portotorres, dove convergeranno i comitati comunali e intercomunali del nord Sardegna. “Vogliamo ancora avere fiducia nella Giunta regionale, ma intendiamo tenere alta la mobilitazione anche perché siamo in attesa di risposte concrete. Cioè di provvedimenti che diventano ogni giorno più urgenti. Ribadiamo che gli impegni che il governatore Cappellacci ha preso con i pastori il 14 settembre a Cagliari devono essere onorati. Devono diventare provvedimenti concreti. Da subito. Perché non c’è tempo da perdere. Quindi noi – dice Felice Floris – noi non smobilitano, anzi rafforzeremo la nostra lotta e la nostra denuncia davanti all’opinione pubblica di tutta la Sardegna e di tutta Italia.”

“Da venerdì il movimento riprende la mobilitazione che non si è mai fermata. Quel che avevamo da proporre alla Regione lo abbiamo detto troppe volte e speriamo veramente che questa svolta il governatore Cappellacci e la sua Giunta vogliano onorare le parole dette davanti a migliaia di pastori esasperati, ma ancora fiduciosi nelle istituzioni. Tradire questa fiducia sarebbe un grosso errore con conseguenze molto gravi ed imprevedibili. Orami non c’è più tempo da perdere. Il tempo della ragionevolezza e della calma è finito.”

Nella parte conclusiva del comunicato Felice Floris ringrazia ancora una volta tutte le forze dell’Ordine che hanno accompagnato e accompagneranno tutte le manifestazioni del Movimento dei Pastori, con grande professionalità e solidarietà, i tanti sindaci e amministratori che hanno seguito il movimento con grande impegno e infine tutti i sardi che hanno espresso la solidarietà alla lotta dei pastori nonostante qualche disagio che hanno dovuto sopportare e che i pastori sperano di non dover più causare. “Vogliamo restare a lavorare nei nostri ovili e nelle nostre aziende e venire in città a fare compere senza cavalli, senza pecore e senza campanacci. Ma non dipende da noi. Ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità di quello che potrà succedere.”

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