Il Nobel per la pace a Liu Xiaobo

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L’assegnazione del premio Nobel della pace a Liu Xiaobo, attivista cinese dei diritti umani ha suscitato una forte reazione cinese Il Remnin Ribao (Quotidiano del popolo) di oggi dedica poche righe all’avvenimento ma solo nella edizione in inglese mentre ben cinque articoli sono dedicati ai legami con l’Italia in occasione della visita di Wen Jiabao.

Il giornale afferma che la scelta ha dissacrato (vedi nota linguistica) il premio notando che:

“Il Nobel per la pace dovrebbe essere assegnato a persone che contribuiscono alla concordia nazionale, all’amicizia fra paese e paese, facendo avanzare  il disarmo e le conferenze di pace secondo la volontà del fondatore, Alfred Nobel, ma Liu Xiaobo è un criminale condannato dalle autorità giudiziarie cinesi per aver violato la legge cinese, per aver complottato per la sovversione: tutto quello che ha fatto è in contrasto con la finalità del Premio Nobel della Pace.  Si minacciano inoltre velatamente reazioni anche diplomatiche contro la Norvegia ma Jonas Gahr Stoere, ministro degli esteri norvegese, ha  sottolineato che il Comitato Nobel è indipendente dal governo e che il premio non dovrebbe causare una reazione ostile cinese.

In verità la critica cinese non ci sembra del tutto infondata: pare che il Nobel per la pace sia usato per fini politici sia pure nobilissimi, per esaltare una parte  più che la composizione fra le parti. Infatti Thorbjoern Jagland, il presidente del comitato norvegese per il Nobel, ha detto che  Liu Xiaobo, è stato un simbolo della lotta per i diritti umani in Cina e che la Cina è diventata una grande potenza in termini economici, nonché dal punto di vista politico, ed è normale che le grandi potenze siano oggetto di critiche: come si vede non si parla  di pace.

Liu professore letteratura di 54 anni, è in carcere per aver contribuito a organizzare e diffondere un documento chiamato Carta 08, che chiede riforme politiche in Cina, compresa la libertà di riunione, di espressione e di religione: è stato pr questo condannato nel giorno di Natale a 11 anni di carcere per sovversione ( vedi nostro articolo: http://www.italianotizie.it/?p=8601).

Nota linguistica

In Occidente si è scritto che  le autorità cinesi avrebbero parlato di “oscenità”: ma si tratta  di un errore di traduzione dal cinese: infatti nel testo originale, in inglese, della dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri cinese Ma Zhaoxu si usa il termine desecrated e non obscenity come riportato dalla stampa internazionale: d’altra parte non avrebbe  senso parlare di “oscenità” in questo caso.

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Manifestazione in favore di Liu Xiaobo ( foto da Asianews)

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