Perpignan batte Treviso in Heineken Cup

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Si è giocata questi week end la seconda giornata dell’Heineken Cup di rugby, il corispettivo della Champions League di calcio. Allo stadio Aimé Giral di Perpignan si sono affrontati, in un pomeriggio soleggiato ma freddo e ventoso, i rossi locali e la Benetton di Treviso.

Diciamo subito che si è trattata di una bella partita; giocata in modo aperto dalle due squadre e che ha visto uscire vittoriosa la squadra di casa grazie soprattutto alla qualità della propria panchina che, al momento dei cambi, nella seconda metà del secondo tempo, ha fatto la differenza.

Eppure Treviso, fino quel momento era rimasta in partita e, anzi, all’inizio del secondo tempo si era addirittura portata in vantaggio.

Dopo i primi minuti di studio, erano i catalani a marcare la prima meta dell’incontro, all’11°, con l’estremo Polical che, dopo una lunga azione dei trequarti, si trovava in superiorità numerica e poteva andare a schiacciare in meta al centro dei pali. La successiva trasformazione era cosa facile per l’estremo perpignanese. 7 a 0.

I trevigiani accusano il colpo e stentano. In questa fase il gioco lo fanno i giocatori in maglia rossa con i biancoverdi che cercano di rintuzzare meglio che possono gli attacchi avversari, soprattutto dell’ala Candelon e del centro Hume che si rendono pericolosi tutte le volte in cui entrano in possesso di palla (Hume alla fine sarà nominato Man of the Match).

Poi pero’ i trevigiani si scuotono e iniziano a macinare gioco. In diverse occasioni potrebbero approfittare di calci di punizione concessi dall’arbitro, l’inglese Doyle, ma i biancoverdi preferiscono sempre utilizzare i calci per guadagnare terreno e cercare la meta.

Meta che arriva al 35° grazie a un’invenzione del solito Williams che è bravo a superare mezza squadra e a involarsi verso la linea di meta. L’ultimo passaggio a Benvenuti è quello che porta il giovane centro trevigiano in meta. Botes trasforma. 7 a 7.

Nei 5 minuti restanti Treviso ha diverse occasioni per marcare ancora me vuoi per precipitazione, vuoi per la strenua difesa di Perpigna la meta non arriva.

Ma è solo rimandata di qualche minuto. Alla ripresa, infatti, è Mc Lean a rompere un placcaggio e a correre verso la linea di mete. Ancora una volta Benvenuti è bravo a seguire l’azione e a raccogliere un ovale che aspetta solo di essere schiacciato in meta. Botes centra i pali. 7 a 14.

A quel punto la partita sembrerebbe in mano agli ospiti e invece in campo arriva la furia catalana. I trevgiani subiscono l’assalto dei locali e fino a che le gambe rispondono riescono ad arginare le folate rosse. Poi la benzina finisce, i cambi non sono all’altezza, e Perpignan dilaga.

In 25 minuti assistiamo a 4 mete. La prima al 55° di Hume, l’ultima al 74° di Chouly. In mezzo una meta tecnica, al 64° per ripetuti falli di antigioco della mischia italiana, e una al 69° di Britz.

Poi, da parte del Perpigna, tanta accademia. Di fronte un Treviso che non ne ha più e che arriva all’ottantesimo solo grazie all’orgoglio.

Negli spogliatoi registriamo la soddisfazione dell’allenatore catalano, Jacques Brunel, per la vittoria ottenuta, « anche se sappiamo che c’è ancoa molto da lavorare » e la cosapevolezza dell’allenatore trevgiano, Franco Smith, per il quale « vincere qui sarebbe stato un miracolo. Io credo ai miracoli ma ancora è presto ».

35 a 14 il risultato finale, 11.368 gli spettatori paganti per quella che alla fine, al di là del risultato, è stata una bella festa di sport.

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