Il sasso in bocca

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Anno zero comincia con un’anteprima che ha il sapore di uno schiaffo a Masi e alla RAI che  alla domanda di Gianluigi Paragone: Il programma può andare in onda, andrà in onda?  Rispose: Questo lo vedremo.

Invece Anno zero può cominciare!

Michele Santoro particolarmente sorridente e perfetto padrone di casa apre la puntata  chiedendo ai suoi ospiti cosa stia succedendo all’informazione televisiva in Rai.

Secondo Belpietro c’è un’egemonia della sinistra.

Per Concita De Gregorio c’è qualcuno che non sopporta il  dissenso  e la critica e che cerca di sopprimere le voci contrarie all’unica voce legittima (e si riferisce evidentemente a Berlusconi che  ha querelato Report).

Ci troviamo di fronte ad una forma di propaganda amplificata della versione ufficiale dove il giornalismo che racconta i fatti in Rai viene prima intimidito, poi zittito,  per fortuna  i giornalisti sono tanti ed è ancora possibile far uscire le due verità, nonostante tutto c’è  ancora una libertà anche se conquistata con la forza. Travaglio  sostiene che il giornalismo debba occuparsi dei fatti, indipendentemente dal colore politico e che non ci sono giornalisti di parte perché i giornalisti stanno sopra le parti.

Scatta lo scontro verbale, Belpietro incontrollabile si scatena contro Travaglio, le voci si sovrappongono e Santoro fatica e far tornare la calma per fortuna manda in onda un’intervista registrata a Roberto Saviano. (anche perchè di questo tipo di dialogo televisivo siamo saturi)

“La nostra vuole essere una trasmissione di narrazione, abbiamo fatto tutto secondo la procedura richiesta dalla Rai, un anno di lavoro, poi alla presentazione della scaletta tutto è cambiato.

Sono monologhi per parlare a tutti, non solo a una nicchia, su cosa significa avere un paese unito, i pregi e i difetti del nord e del sud, ma se il programma non si fa  dobbiamo parlare di censura subdola da parte dei vertici Rai, che hanno accampato  come scusa  l’eccesso di costi per gli ospiti”. Censura? La censura oggi è un’altra cosa: non siamo la Cuba di Castro o la Cina. Basta abbassare i decibel del volume, diffamare il giornalista :”Benigni costa troppo”, “guarda quanto prende Crozza”, “Fazio prende un sacco di soldi”. – “Benigni, Albanese e gli altri ,non costano troppo, sono fesserie, tutti personalmente mi hanno detto che sono disposti a venire gratis. Non sono soldi sottratti agli spettatori, ma  soldi presi dalla pubblicità che il programma ha generato. Questo è un modo per diffondere l’idea che loro ci guadagnano a dire le cose, mentre in realtà gli deve essere riconosciuta la loro professionalità. Inoltre rendere noto il compenso è controproducente significa offrire alla concorrenza la possibilità di portarci via gli ospiti per un punto” – “Non si ha il coraggio di dare man forte al programma che vuole rendere più consapevoli gli spettatori – Sono i contenuti delle trasmissioni a fare paura”.

Attualmente la Rai è in perdita: di share, di credibilità, di soldi. E ora, l’ostruzionismo per bloccare a poche settimane dal via, la trasmissione di Saviano e Fazio, con la scusa dei soldi.

A questo punto mi sembra necessario puntualizzare  che alcuni programmi non debbano fare un conto ragionieristico, le lezioni civili di Saviano non devono essere valutate solo dal punto di vista del  soldo, ma  nell’ottiva della loro utilità, non ultimo bisogna valutare i costi e le rendite di programmi che al netto dei costi permettono di far entrare nelle casse della Rai milioni di euro che possono essere reinvestiti dall’azienda stessa.

Del resto non stiamo parlando di professionalità comuni, il ragionamento del compenso deve essere commisurato al merito (pensiamo ad esempio agli stipendi dei calciatori).

In conclusione,  preferisco di gran lunga pagare la relazione tra il valore e il merito di certe menti piuttosto che esserne privata e il clamore suscitato e per fortuna, permetterà alla trasmissione di andare in onda. Grazie dunque  alla denuncia di Saviano che salvaguardia un’informazione libera che possa fare la sua parte e poi comunque c’è  sempre il benedetto telecomando!

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