Novecento, ritratto di Francesco Cossiga

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In prima serata su Rai3, ”Novecento”, la trasmissione di Pippo Baudo dedicata agli eventi e ai personaggi che hanno caratterizzato il secolo scorso. Il programma che ripropone i fatti che hanno scritto pagine importanti di storia, di volti e di nomi entrati nell’immaginario collettivo, di grandi dinastie italiane e di avvenimenti poco conosciuti o controversi ma meritevoli di essere tramandati. Un lungo viaggio televisivo nella memoria di ognuno di noi, un vero e proprio album dei ricordi dei protagonisti del XX secolo da sfogliare in un mix tra passato e presente, tra storia e intrattenimento.

Il personaggio nel mirino della trasmissione è un personaggio che ha vissuto e fatto la politica  di questo Paese, considerato un po’ stravagante, anche a causa delle sue “picconate” ma pur sempre e comunque un presidente della Repubblica Italiana.

Con Claudio Sabelli Fioretti e Paolo Guzzanti il ritratto di Francesco Cossiga.

Tutta la sua vita, dagli anni bui del terrorismo fino ai tempi odierni. Un uomo molto potente e controverso. Studioso, uomo politico e  statista.  Molti gli impegni politici che lo hanno coinvolto, dalle Brigate rosse al delitto Moro, ma, questo è stato per noi: Francesco Cossiga.

Muore a 82 anni. Niente funerale di Stato e nessun politico presente, un momento privato, una fine discreta, forse un po’ triste ma, nel rispetto delle sue ultime volontà. Si è spento da solo, uscendo in punta di piedi, mestamente, lui, l’uomo che ha saputo sfidare i suoi oppositori, il meno democristiano di tutti, o meglio: il liberale cattolico.

Una forte personalità, la cui storia politica personale si intreccia con la storia della Repubblica. Intransigente fino al punto da opporsi alle trattative richieste dalle Brigate Rosse e un amico che piange sul corpo di Aldo Moro.  Uno sdoppiamento che gli è valso l’appellativo di “pazzia politica” a tal punto che si  voleva toglierlo dalla Presidenza e rinchiuderlo in una clinica psichiatrica.

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