Berlusconi spiegato ai posteri

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Siamo in diretta, da Milano, salutiamo i telespettatori e introduciamo l’ospite…le parole di Daria Bignardi conducono Beppe Servegnini, giornalista e scrittore  in libreria con il suo ultimo libro “La pancia degli italiani”, e in carne e ossa,  nello studio de  La7 all’interno del programma “Le invasioni barbariche”.

“Cos’è stò bunga-bunga? – inizia Daria con la sua  soave e leggera intelligenza  – il sorriso del giornalista dalla chioma argentata è il preludio al suo intervento: “ Mettiamola così, la vicenda interessa una ragazzina minorenne, che ha partecipato ad Arcore ad alcune feste, arrestata, rilasciata e aiutata da Berlusconi. Il bunga-bunga è un nome divertente dato a questo caso, ma, divertente è il fatto che un uomo anziano si diverta in questo modo, nessuno può fargli cambiare “stile di vita”, sarà divertente ma, io non vorrei invecchiare così”! – “Un uomo che ha dimostrato buone capacità economiche, deve stare attento perché c’è una linea sottile tra complicità e disgusto e fino ad ora gli italiani gli sono stati complici, ma non deve superarla.”

La conduttrice riassume che insomma, il Cavaliere sarà anche quello che è, e ne farà più di bertoldo, ma vince e ammalia perché è tanto simpatico, e poi gli piacciono le donne, vuol bene alle donne come ha spiegato lui stesso, e dunque aggiungo io gli viene perdonato quando esagera con il bunga bunga e le chiamate in questura.

Severgnini ci tiene a puntualizzare che le minorenni sono pericolose e fino ad ora la sua immagine non è stata danneggiata ma che la linea è sottile e deve stare molto attento a non oltrepassarla, del resto “uno che prende una ragazza e che la mette a vedere i suoi filmini con Bush è un insicuro”. – “Con il suo comportamento assolve milioni di italiani che passando sul ciglio della strada e vedendo una minigonna sono sempre in bilico tra tentazione e pena”.

Leggerissimo, certo, rifletto  io, ma anche un po’ sgradevole. Perché, al di là dei giochi, e della retorica, voler bene alle donne non è accidenti collezionarle per il bunga bunga, e nemmeno umiliarle con regali, regalini e regaletti e zitti, zitti, umma, umma e bunga bunga il Paese scade.

È una cosa seria, invece. Maledettamente seria e profonda. Troppo, mi rendo conto, per la leggerezza tanto cara al nostro  fantastico premier. Il “fattore donne” di Berlusconi che piace tanto al cliché maschile dei suoi elettori, non giova sicuramente alla reputazione dell’Italia rappresentata da un frivolo e spensierato tombeur de femme e consegnare all’estero l’idea di un Paese che fa ridere  a causa di cotanto esempio di vita, a me scoccia un po’.

“La gente dica quello che vuole su Berlusconi ma la verità è che gli italiani piuttosto che votare a sinistra, voterebbero chiunque e lui ha tirato dentro tutti e ha di fatto dato una possibilità di non votare a sinistra” – “la sinistra ha il difetto di dire le cose che non si devono fare, dovreste comportarvi bene, dovreste pagare le tasse ecc., lui invece assolve, mbhé se non le pagate, poco importa, la sua  è un’assoluzione emblematica, come può non avere successo”? – “Il suo successo è dovuto al fatto che ci assomiglia, tanto è vero  che Gaber affermava: “ Non ho paura di Berlusconi in se ma ho paura del Berlusconi in me”! ed è così, nel modo in cui cerca una scorciatoia,  gli italiani ci si rispecchiano.

Ma dico io, un leader non dovrebbe condurre…il suo compiaciuto autodefinirsi divertente e simpatico non lo pone nella posizione di domandarsi se i suoi atteggiamenti ci mettano in imbarazzo?

Accettando di rappresentare l’Italia come capo dell’esecutivo si è assunto due responsabilità quella di governarla al meglio e quello di rappresentarla con dignità. E dovrebbe  rispondere di questo, potrai anche acquistare popolarità nel tuo Paese, ma con i tuoi atteggiamenti avvalli tutti i pregiudizi sul nostro Paese.  Viviamo nel mondo globalizzato, a casa tua puoi fare quello che vuoi ma, fuori devi essere serio. La vita del presidente del Consiglio non può essere quella di un qualsiasi cittadino italiano, perché onori ed oneri vanno insieme. Silvio Berlusconi fa molta fatica a convincersi che qualche rinuncia al suo stile di vita debba farla. Vuole tutto e più di tutto.

Gli piacciono le donne. Perfetto, ma organizzare feste e festini con decine di giovani e giovanissime fanciulle a Villa Certosa, Palazzo Grazioli e Arcore è rischiosissimo: c’è sempre qualcuna che scappa dalle mani, crea guai.

E siccome i guai che crea al presidente del Consiglio finiscono con il diventare guai per il Paese che va governato, la cosa non ci piace per niente.

Principi, valori, morigeratezza dei costumi? Quel che conta  ora è la decisione che a prevalere sia la responsabilità pubblica sul privato. Punto e basta.

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