L’Oncoibla Padua Ragusa sconfitta a Reggio Calabria

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vabenecosi

L’Oncoibla Padua torna da Reggio Calabria con una sconfitta, netta nel risultato (26 a 6), ma arrivata dopo una partita per larghi tratti giocata in attacco e maturata solo nella fase finale dell’incontro, quando nelle gambe dei 30 uomini in campo iniziava a farsi sentire la stanchezza e panchina lunga reggina a quel punto ha fatto la differenza.

La partita era invece cominciata bene per i ragazzi di Peppe Gurrieri, che già dai primi minuti si lanciavano in attacco, giocando in modo spavaldo e senza timori reverenziali nei confronti di una squadra che aveva largamente i favori del pronostico.

Nei primi minuti gli azzurri sfioravano diverse volte la meta ma riuscivano a concretizzare la loro supremazia al 5°, quando Peppe Iacono realizzava un calcio di punizione, concesso dall’ottimo signor Bruschetta (l’arbitro catanese è stato il miglior fischietto visto finora all’opera quest’anno, ieri è stato perfetto e siamo sicuri che arbitrando in questo modo lo vedremo presto su palcoscenici più prestigiosi) per un fallo in una ruck dei giocatori reggini. 0 a 3.

È una fase in cui i ragusani macinano gioco, senza però riuscire a marcare la meritata meta. Al 10° uno dei pochi falli fischiati alla squadra azzurra darebbe l’opportunità all’apertura reggina di impattare ma Marco Cangemi non è preciso. Al 13° è invece Peppe Iacono ad avere la possibilità di allungare ma il capitano ibleo, ieri schierato come secondo centro, questa volta non è preciso.

Si rifà al 19°, quando invece centra i pali per una punizione concessa per l’ennesimo fallo reggino. 0 a 6.

Il pallino del gioco è in mano agli iblei i quali, a parte qualche folata dei giocatori in maglia rossa, costringono per lunghi tratti i padroni di casa nella propria metà campo. Se in questa fase i ragusani avessero segnato una o due mete nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire.

Invece sono i reggini, al 34°, a portare l’ovale oltre la linea di meta, dopo una lunga azione alla mano nei 22 ragusani. È il centro Marco Bercich a realizzare. Cangemi, invece, sbaglia la non difficile trasformazione. 5 a 6.

Il primo tempo, giocato in modo pressoché perfetto dall’Oncoibla Padua, si chiude lì.

La ripresa inizia invece con la seconda meta reggina, siamo al 44°, frutto della forza fisica del pack dello stretto. A marcarla è il pilone Lorenzo Scappatura, ma il merito va ripartito equamente tra tutti gli avanti. Cangemi questa volta trasforma. 12 a 6.

I ragusani però non si perdono d’animo e continuano con il loro gioco arioso e brioso. La stanchezza nelle loro gambe inizia però a farsi sentire e di conseguenza la partita si fa prima più equilibrata e poi, pian piano, passa in mano reggina. In quest’ultimo quarto di partita i padroni di casa sfiorano la marcatura in diverse occasioni, marcatura che arriva solo al 71°, quando il neo entrato Lorenzo Imbalzano sfonda la linea difensiva ragusana e va a schiacciare, con tuffo plastico, in mezzo ai pali. La trasformazione, per Cangemi, è un gioco da ragazzi. 19 a 6.

A quel punto, oltre alla stanchezza nelle gambe, c’è anche lo scoramento nel cuore dei ragusani, e al 74°, per Reggio, arriva la meta del bonus. È Scappatura a marcarla, dopo un’altra azione di forza del pack reggino. Anche in questo caso Cangemi trasforma. 26 a 6.

Negli ultimi minuti assistiamo a una veemente reazione dei ragazzi di Peppe Gurrieri, che si riversano nei 22 avversari alla ricerca della meta della bandiera. Ma i ragusani non hanno più né la forza né la lucidità per oltrepassare la fatidica linea. L’incontro si chiude quindi sul risultato di 26 a 6, con i reggini che, grazie al bonus conquistato e alla contemporanea sconfitta casalinga del Clan Ibleo contro la capolista Amatori Messina, balzano in classifica al secondo posto. Per i ragusani, invece, l’onore delle armi.

Negli spogliatoi, prima dell’ottimo terzo tempo, raccogliamo i commenti degli allenatori.

Per il reggino Leo Moran la vittoria è frutto «del lavoro fatto in questi due mesi. All’inizio probabilmente i ragazzi avevamo la testa altrove, ma sono contento perché alla fine abbiamo tirato fuori l’anima e il cuore riuscendo a venire a capo di questa difficile partita».

Peppe Gurrieri invece è contento per quanto fatto dalla sua squadra. «Abbiamo affrontato una squadra molto forte, fisicamente forse la migliore tra le partecipanti a questo campionato, e con una panchina all’altezza dei titolari. Penso che più di così i ragazzi non potevano fare. Nonostante la sconfitta posso ritenermi soddisfatto».

Migliore in campo, per i ragusani, Stefano Iacono, perché le sue giocate sono sempre state un pericolo per la difesa avversaria.

All’ora di pranzo reggini e ragusani si erano affrontati a livello di Under 18 e anche in questo caso erano stati i locali a uscire vincitori, 22 a 17 il risultato finale.

(nella foto, una percussione di Enoc Valenti Va bene così)

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