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Ieri 8 Novembre alla Sala Magma in via Adua 3 a Catania ha avuto luogo un recital sulla sicurezza sul lavoro dal titolo “Un posto migliore” con Egle Doria ed Emanuele Puglia

sicurezza sul lavoroNumeri! Diciamolo francamente, sono solo numeri che la memoria non registra più. Le cronache snocciolano un lugubre rosario che scivola sulle nostre coscienze come una triste litania monocorde alla quale siamo ormai assuefatti. Addirittura, i morti sul lavoro rischiano di non essere più “di moda”, sopraffatti nei titoli dei telegiornali o dei quotidiani persino dal gossip o dal delitto irrisolto del momento. Suscitano un po’ di interesse, acquistano un peso, quando il destino (se così vogliamo chiamarlo!) ne accomuna mezza dozzina… almeno! Se ne parla per qualche giorno e poi ci si rituffa nello scandaletto di turno. Restano solo a ricordarli i familiari, gli amici, i colleghi, coloro che con quelle persone (persone! Non “numeri” buoni solo per le statistiche) hanno sofferto, gioito, vissuto! E’ difficile immedesimarsi se non si è direttamente coinvolti.

Con questo recital, ideato ed interpretato da Egle Doria ed Emanuele Puglia  si è voluto provare a dare voce, anima e corpo ai protagonisti di tragiche esperienze di vita, quella stessa vita troppo spesso spezzata sul posto di lavoro. Tragedie di una “Repubblica fondata sul lavoro” (così recita quasi beffardamente l’articolo 1 della nostra Costituzione) ma che annega giornalmente in un mare di malaffare, speculazione, disumanità, omertà. In una società civilizzata ed industrializzata come quella in cui  viviamo , non è plausibile abituarci a questi tragici accadimenti come se rientrassero “nell’alea normale” del rapporto di lavoro. La sicurezza oltre a essere un valore ribadito dalla norma, è un problema di ordine strutturale e conoscitivo, deve fare i conti con l’incoscienza, la fatalità, l’insofferenza alle regole! Potrà sembrare scontato ma il teatro può (deve) avere anche la funzione di ricordare, denunciare, sensibilizzare e, perché no, dare sostanza ai sogni… come quello del muratore protagonista dell’ultimo monologo della piece che si augura possa esistere “un posto migliore”, inteso come luogo in cui il rispetto per il lavoratore sia la regola ma anche, più semplicemente, un posto di lavoro “normalmente” sicuro!

Durante il recital sono stati interpretati brani tratti da:

IL PROFETA di Gibran

IL CONTO DELLE LUNE di Marina Doria

GLI OPERAI DI TORINO DIVENTATI INVISIBILI  di EZIO MAURO

QUESTO CARICO DI MORTE di Ferruccio Brugnaro

TUTTI ASSOLTI AL PROCESSO PER LE MORTI AL PETROLCHIMICO  di Ferruccio Brugnaro

U/238  da Teatro Civico di Marco Paolini

GUAI IN FABBRICA   da  Dialoghi e monologhi di Harold Pinter

IL SOGNO DEL MURATORE da Teatro 2  di Stefano Benni

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