Il naso rosso da clown: un invito al sorriso ma non per tutti

Print Friendly, PDF & Email

imagesSi può rimanere insensibili di fronte all’immagine di un paziente che entra con un naso rosso da clown nello studio di un medico???

Verrebbe da rispondere:”Certo che no. Da sempre un naso rosso è un invito al sorriso”.

Eppure non è quello che ha pensato un medico di un ospedale del pavese che, di fonte al naso rosso, ha risposto “Questo non è un circo!”.

Ma chi indossava il naso rosso? Qualche goliardico paziente che aveva voglia di fare lo spiritoso? O qualche medico troppo allegro? Entrambe immagini, forse inusuali ma tutt’altro che spiacevoli per un luogo in cui vita e morte combattono ogni giorno e  in cui il dolore la fa da padrone.

Ad ogni modo nulla di tutto ciò, la storia è molto più semplice e piena d’amore.  Il naso rosso era stato indossato da una mamma che ha pensato di rendere meno difficile alla figlioletta, giustamente spaventata, l’approccio con una sala medica, indossando il simbolo della risata per eccellenza.

Eppure la reazione del medico è stata gelida. Il naso rosso, introdotto in campo medico da Patch Adams, il cui metodo di approcciarsi ai pazienti con l’allegria di un pagliaccio è ormai usato in tutto il mondo, è stato aspramente denigrato  da chi probabilmente pensa che fare il medico significhi solo guardare una lastra,  scrivere una ricetta o aprire un corpo umano come fosse una scatoletta di tonno.

Abbiamo pensato che questo tristissimo episodio debba far riflettere specialmente i medici italiani, da sempre poco attenti a certi aspetti del rapporto medico-paziente.

Non dubitiamo della preparazione del medico ma pensiamo che sia necessario capire cosa significa davvero fare il medico.

Andare in un ospedale o in un ambulatorio medico non è una gita di piacere. Le persone che sono costrette a rivolgersi ad un medico lo fanno perché ne hanno bisogno e perché, molto spesso, hanno paura e vogliono essere rassicurate da una persona competente che gli rivolga attenzioni, spiegazioni e, perché no, anche un sorriso, per rendere il tutto, non una burla, ma solo meno difficile.

Medici molto bravi che però non sono in grado di approcciarsi nella maniera più umana e sensibile possibile al paziente, dovrebbero forse lavorare nei laboratori e donare la loro sapienza alla ricerca e non il loro gelo a piccoli o grandi pazienti  impauriti.

1 commento

  1. Condivido pienamente!!!
    La mamma di un meraviglioso Angelo di nome Chiara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*